VIAGGI DI LAVORO, ESIGENZE IN CRESCITA

La ramificazione degli interessi aziendali a livello globale ha aumentato le trasferte di manager e dipendenti. Sul tema, però, anche le imprese più organizzate mostrano scarsa conoscenza dei rischi, e solo due terzi di esse si dotano di coperture specifiche a tutela dei viaggiatori

28/11/2019
👤Autore: Maria Moro Review numero: 69 Pagina: 39
Cresce il volume dei viaggi di lavoro che coinvolgono i dipendenti delle imprese italiane. Secondo l’Osservatorio viaggi di affari 2019, lo scorso anno sono stati 32 milioni gli italiani che hanno viaggiato per affari, in crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente. Anche i viaggi all’estero sono in aumento (+2,2%): nel 2018 hanno coinvolto 9,6 milioni di lavoratori. Secondo Europ Assistance, l’82% delle imprese viaggia in Italia, il 59% ha come meta l’Europa, nel 34% dei casi invece la destinazione è extra Ue, principalmente negli Usa e seguiti da Cina, Russia, Giappone e America Latina. 
Le coperture assicurative per i viaggi di lavoro sono quindi un’esigenza in crescita, che risponde a reti di relazioni professionali ormai globalizzate. La ricerca Doxa presentata da Europ Assistance ha messo a fuoco i bisogni delle imprese in tema di business travel. La ricerca ha evidenziato che le coperture più desiderate sono per gli infortuni (78% delle risposte), furto e danneggiamento del bagaglio (70%), rimborso spese mediche (68%), ritardi o annullamento della trasferta e assistenza h24 (entrambe al 65%). Riccardo Torchio, chief marketing & communication officer di Europ Assistance Italia, ha però sottolineato che dal confronto dei desiderata con quelle che sono state le esigenze reali, basate sulla frequenza dei casi concreti, è emerso che il 90% delle aziende intervistate ha avuto bisogno di supporto per i dipendenti in viaggio prevalentemente per imprevisti e ritardi dei mezzi (48%), per problemi di salute o infortuni (43%), per furto o danni al bagaglio (39%), per la sicurezza della persona (26%) e per la tutela legale (19%). 

TUTELARE L’UOMO-CHIAVE

“Nonostante l’ampio ricorso ai viaggi di lavoro, solo il 69% delle imprese ha adottato una o più polizze assicurative specifiche, mentre il 31% non prevede ancora nessuna copertura, esponendo così a un concreto rischio sia i propri dipendenti in viaggio, sia i responsabili aziendali nel caso si verifichi un sinistro”, ha spiegato Torchio. Il limitato ricorso a coperture assicurative specifiche sorprende in considerazione del fatto che chi viaggia per lavoro copre generalmente un ruolo chiave all’interno dell’azienda: nel 61% dei casi si tratta di manager, nel 50% di commerciali o di funzionari e impiegati, nel 43% di tecnici specializzati. 
In tema di modalità d’acquisto, gli intervistati hanno affermato che nella maggioranza dei casi esso avviene più su proposta del consulente assicurativo che per iniziativa autonoma, aspetto che per Torchio “conferma la centralità del ruolo dell’intermediario nel momento in cui egli è la figura di riferimento dell’azienda”.
Per assecondare le esigenze delle imprese, Europ Assistance ha realizzato la polizza Business Pass, che include le coperture di base (assistenza, rimborso spese mediche e annullamento viaggio) con l’aggiunta di garanzie opzionali che riguardano bagaglio, infortuni, Rc e tutela legale. In considerazione del fatto che si tratta di polizze che l’assicurato utilizza in mobilità, il prodotto presenta una componente digitale che offre strumenti per l’assistenza medica e per la sicurezza personale del dipendente in viaggio.

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