CRESCE L’ESIGENZA DI TUTELA LEGALE

Calano gli incidenti stradali ma aumentano i rischi per chi guida. L’introduzione della legge 41/2016 sull’omicidio stradale ha come scopo quello di aumentare la consapevolezza degli automobilisti sulle proprie responsabilità. L’esito è inevitabilmente una crescita delle probabilità di dover affrontare un percorso giudiziario

27/01/2020
👤Autore: Maria Moro Review numero: 70 Pagina: 45
Sul tema della mobilità e della responsabilità civile nell’auto, la necessità della tutela legale si misura sul rischio di incorrere in un incidente stradale e sulle implicazioni della legge 41/2016, che ha visto l’introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali. I dati sugli incidenti sono in calo negli ultimi dieci anni, ma restano elevati. Guglielmo Elefante, responsible for underwriting di Das, ha fornito alcuni numeri per capire il livello di rischio di cui si sta parlando: nel 2018 ci sono stati 172.344 incidenti stradali con lesioni a persone (-1,5% rispetto al 2017), che hanno provocato 3.325 vittime e 242.621 feriti, 665 al giorno. I dati mostrano una crescita degli incidenti che vedono coinvolti i pedoni (+1,5%), i ciclomotoristi (+17,4%) e gli occupanti di autocarri (+15,3%), e attestano che il 73,6% dei sinistri avviene su strade urbane, il 21% su strade extraurbane e il 5,4% in autostrada. 
Elefante ha fatto notare che “pur in presenza di dati complessivi in calo, gli obiettivi di contenimento della legge 41 non sono stati ancora raggiunti”. La norma ha introdotto alcuni nuovi reati di natura colposa, non dolosa, che prevedono pene più pesanti rispetto ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose. La legge vuole che per questi reati la procedura sia attivata d’ufficio in caso di morte o di lesioni con prognosi superiore ai 40 giorni; tali reati possono anche prevedere l’arresto in flagranza di reato. Una recente sentenza, inoltre, ha decretato la sospensione a vita della patente per un accusato di reati stradali. 

I NUOVI RISCHI DELLA MOBILITÀ

“In questo contesto – ha spiegato Elefante – di inasprimento delle pene, oltre alla funzione risarcitoria, la tutela legale ha una funzione di servizio, fornendo all’assicurato un supporto nel contenzioso. In tal senso una struttura come quella di Das ci permette di chiudere il contenzioso, quando possibile, prima della causa, con la gestione stragiudiziale”. Il mercato della tutela legale è ancora limitato ma in forte crescita soprattutto rispetto agli altri rami danni, segnando un +6,8% nel 2018 e un +4,4% nel periodo 2008-2018. Una delle ragioni del successo è nel costante congestionamento del sistema giudiziario italiano, che richiede tempi lunghi per una sentenza (995 giorni la media) e quindi costi maggiori per il cliente, proporzionati alla durata della causa e al conseguente impegno dei legali.
Parallelamente alle novità normative, ci sono anche fattori sociali ed economici che modificano l’ambito di responsabilità, e che devono trovare una risposta nell’offerta assicurativa di tutela legale. In particolare Elefante si sofferma sulla nuova tendenza a ragionare in termini di mobilità della persona, e non solo di utilizzo del singolo veicolo personale, e sulla crescita della quota del segmento flotte o collettive, con le nuove immatricolazioni che sono passate dal 27% del totale auto nel 2005 al 44% del 2018: un cambio di visione e di esigenze che richiede adeguate risposte nell’offerta di tutela legale.

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