CYBER RISK, UN PERICOLO REALE

Perdita di informazioni, interruzione delle attività e danno reputazionale sono le principali conseguenze derivanti dal rischio informatico. DUAL Italia ha unito coperture e servizi per PMI e professionisti, rivolgendosi a un target che produce il 70% della ricchezza nazionale

15/09/2015
👤Autore: Renato Agalliu Review numero: 26 Pagina: 49
Quando si oltrepassano i confini fisici, la percezione del rischio è molto labile, sottile, distante. Anche perché il nuovo tesoro, nel terreno del cyber risk, è rappresentato dai dati sensibili e dalle informazioni aziendali. A livello mondiale il rischio informatico è dato in costante crescita: ha scalato la classifica giungendo al quinto posto tra i rischi più percepiti dalle imprese – rispetto all’ottavo posto dell’anno precedente (dai dati di Allianz Risk Barometer 2015). Solo in Italia il cyber crime incide per oltre sei miliardi di euro all’anno, tra perdite di informazioni e danni reputazionali. Un’insidia che coinvolge anche le piccole e medie imprese, non solo le grandi organizzazioni. Sussiste inoltre un problema di fondo, come rimarca Maurizio Ghilosso, amministratore delegato di Dual Italia, ed è connesso alla cultura del rischio. In quest’ambito si registra una scarsa percezione della minaccia e un’insufficiente consapevolezza dell’impatto del cyber crime. “Il problema – rileva Ghilosso – è che in Italia le tematiche di prevenzione e assicurazione spesso sono ancora considerate come un costo e non come un investimento. La piccola media impresa oggi è poco protetta e spesso non ha una struttura adeguata per far fronte ai rischi emergenti per una serie di ragioni, tra cui una scarsa cultura del cyber crime, la bassa protezione delle connessioni, l’utilizzo di dispositivi mobili e il ricorso ai social network in azienda”. Nel concreto, risulta determinante sensibilizzare piccoli e medi imprenditori, ma anche i liberi professionisti, a concepire il rischio informatico come un pericolo reale e non come un’eventualità remota. Anche perché, sottolinea Ghilosso, quando si parla di rischi informatici, la piccola e media impresa diventa un tramite, una porticina di ingresso, per accedere a realtà più grandi. 


DUAL CYBER, COSA ASSICURA E A CHI SI RIVOLGE

Come affrontare questi rischi? La risposta ideata da Dual Italia è la polizza Dual Cyber. La copertura assicurativa si rivolge prevalentemente al target delle Pmi: aziende, studi, associazioni professionali, realtà del terzo settore, università e singoli professionisti. “In questi mesi – ha evidenziato Ghilosso –, abbiamo lavorato per mettere sul mercato una soluzione ad hoc per questo target, fondamentale per l’economia nazionale sia in termini numerici (il 99,9% delle imprese italiane sono di dimensioni medio-piccole, il 94,8% addirittura microimprese) sia di contributo alla ricchezza nazionale (il 68% del Pil). Abbiamo pensato al prodotto con un approccio mass market ad altissima diffusione. Abbiamo costruito garanzie assicurative ma soprattutto un servizio compreso nella polizza a un costo estremamente contenuto”. Si tratta, in sostanza, di una copertura sostenuta dalle garanzie tipiche di una polizza: di tipo risarcitorio, per ciò che concerne la copertura civile verso terzi, e indennitario, per quel che riguarda l’impresa o il professionista assicurato. Il tutto appoggiato sulla base di un servizio sempre attivo e sette giorni su sette. “Il servizio è garantito dalla società Charles Taylor Adjusting, che in partnership con noi coordina un pool di esperti e consulenti che aiutano l’imprenditore e risolvono il problema in caso di un attacco cyber”, conclude Ghilosso. 

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