GENERALI ITALIA, PATTO CON GLI INTERMEDIARI

Dal primo maggio, la compagnia ha attivato un mandato unico, frutto di un accordo con i gruppi agenti. Benché non sia la migliore delle soluzioni possibili, come sottolinea Vincenzo Cirasola, presidente del Ga-Gi, consentirà alle prossime generazioni un futuro sotto il marchio del Leone

17/05/2019
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 64 Pagina: 44
Dal primo maggio, Generali Italia applica il nuovo mandato unico alle nuove agenzie e alle riorganizzazioni. È questo il capitolo finale di una vicenda iniziata nel giugno 2016, quando compagnia e reti agenziali hanno cominciato a definire i principi del nuovo mandato unico.
L’atto conclusivo di questo processo di rinnovamento è arrivato pochi giorni dopo l’ultimo congresso in ordine di tempo dei gruppi agenti di Generali Italia, quello del Ga-Gi, tenutosi a Bologna, in sessione straordinaria, a inizio aprile.

APPROVATO PER ACCLAMAZIONE 

Un’assise particolarmente partecipata, nonostante la convocazione d’urgenza, che ha visto la presenza di 924 agenti, di cui 132 deleghe, e che si è conclusa con l’indirizzo dato alla giunta di concludere l’accordo quadro con la compagnia e predisporre i tavoli di lavoro relativi all’accordo integrativo e ai regolamenti attuativi.
“C’è stata – spiega Vincenzo Cirasola, presidente del Ga-Gi – l’approvazione del lavoro della giunta e del consiglio direttivo da parte degli agenti, che, su richiesta dell’assemblea stessa, hanno votato per acclamazione. Siamo molto contenti di questo, perché è stato un lavoro molto complesso: non era semplice trovare delle linee comuni, perché ognuno di noi partiva da posizioni diverse”. 


Vincenzo Cirasola, presidente del Ga-Gi

L’IMPORTANZA DEL TAVOLO LEGALE 

Dal giugno 2016, sono avvenuti 57 incontri con la direzione su otto tavoli aperti; solo per quanto riguarda la parte remunerativa, la compagnia ha presentato 18 versioni dell’accordo prima di trovare quella definitiva. 
Un lavoro immenso, sottolinea Cirasola, che non si può ridurre alle provvigioni, sebbene siano la parte più importante per le agenzie: “dal punto di vista del tavolo legale – spiega – è stato fatto un buon lavoro, rivisitando le vecchie norme che erano veramente obsolete e non aggiornate sul piano legislativo. È stato chiarito che la fonte normativa primaria è l’Ana 2003, ma è stata anche ribadita l’importanza degli accordi con i gruppi agenti. Inoltre è stato modificato lo ius variandi, che non consente più alla compagnia di cambiare le provvigioni in modo unilaterale, cosa che era avvenuta nel 1997 quando si riunì l’ultimo congresso straordinario degli agenti ex Assicurazioni Generali convocato, quella volta, su richiesta degli associati e non del consiglio direttivo”. 
Il nuovo mandato è il frutto di una trattativa complessa, e di un compromesso non solo con la mandante: “non stiamo parlando del migliore dei mondi possibili ma almeno di un mondo migliore, anche per le future generazioni”, chiosa Cirasola. 



UN INDIRIZZO POLITICO

Ma quando parla di future generazioni, il presidente del Ga-Gi pensa anche agli agenti in essere, che vogliono riorganizzarsi: “da oggi – afferma – tutti gli agenti Generali Italia potranno usufruire di un mandato nuovo che, attraverso lunghe negoziazioni, siamo riusciti a rendere migliorativo e non peggiorativo. E soprattutto – aggiunge – quello che abbiamo approvato a Bologna il primo aprile è un indirizzo politico, che lascia la libertà alla singola agenzia”. 
Senza considerare gli altri brand del gruppo, che hanno legittimamente le loro eventuali perplessità, anche all’interno del mondo ex Assicurazioni Generali ci sono differenze: si pensi alle circa 460 agenzie regolate dal mandato post 1997 e le circa 120 che invece hanno ancora il vecchio mandato. “Le 460 agenzie – spiega Cirasola – che hanno in essere un mandato con provvigioni ridotte, oggi hanno la possibilità di passare al nuovo mandato unico, se sarà per loro migliorativo. Discorso diverso per le 120 agenzie che avevano il mandato pre-1997. Loro possono decidere di non prendere il nuovo mandato, perché oggi non gli conviene, oppure passare a un mandato di continuità fino al 2035 e poi di slittare nel mandato unico: è una questione di scelte da fare in piena libertà”.
Il presidente del Ga-Gi comprende bene che non è stato certo facile condensare in poche ore la sintesi di una “lunga, estenuante e complessa trattativa” che è durata tre anni e che ha attraversato momenti di tensione e anche di scontri che hanno riguardato tutti i gruppi agenti: “per questo, voglio ringraziare ancora una volta tutti gli agenti che ci hanno mostrato vicinanza e affetto. Il prossimo appuntamento è a giugno, al congresso Ga-Gi di Lisbona – conclude Cirasola –, dove sarà presentato e valutato il lavoro del triennio e indicati i prossimi obiettivi”.

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