UN FONDO SOCIALE PER CHI RESTA ESCLUSO DALL’RCA

La riduzione della circolazione durante il lockdown ha generato risparmi per le compagnie stimati in 1,5 miliardi di euro. Lo Sna propone di utilizzare parte di queste inaspettate risorse per far rientrare nel mercato soggetti a oggi esclusi a causa dell’elevato costo delle polizze auto nelle classi d’ingresso. Secondo il Sindacato l’iniziativa permetterebbe, a regime, di recuperare fino a 500mila veicoli oggi non assicurati

08/09/2020
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 77 Pagina: 20
Un contributo economico per far rientrare nel mondo assicurativo coloro che non riescono a sostenere il costo di una polizza Rc auto, e che quindi sono costretti a non circolare, o circolano senza assicurazione. È questa in sintesi la proposta avanzata dal Sindacato nazionale agenti per utilizzare il tesoretto che gli assicuratori si sono ritrovati tra le mani grazie alla diminuzione della circolazione durante il lockdown.
Secondo le stime dello Sna, il mancato utilizzo dei veicoli e il conseguente crollo del numero dei sinistri, a fronte di un incasso dei premi sostanzialmente invariato, ha determinato risparmi per le compagnie italiane stimati in 1,5 miliardi di euro per i soli due mesi (marzo e aprile) della cosiddetta Fase 1. 
“La proposta – spiegano Paolo Bullegas e Michele Languino, componenti dell’Esecutivo Nazionale Sna – nasce dal fatto che il 6% dei veicoli italiani non sono dotati di assicurazione”. Qualcuno li chiama furbetti, ma non sarebbe corretto considerarli tutti come tali, perché “dietro molte di queste situazioni ci sono casi di rilevante difficoltà economica: ci sono persone che devono decidere, disponendo di risorse contenute,  tra il pagare la polizza auto oppure provvedere ad altri bisogni primari per la famiglia”. Di fronte al costo di alcune polizze offerte “a prezzi inavvicinabili”, il settore deve “dare una possibilità, a queste persone, di rientrare nella legalità”. In Italia si stima vi siano 2,7 milioni di veicoli che circolano sprovvisti di assicurazione (dati Ania del 2018), pari al 6% del totale. Secondo lo Sna, la crisi economica conseguente alla pandemia potrebbe aggravare la situazione, ai danni di incolpevoli soggetti terzi.

LA RIDUZIONE FORZATA DELLA CIRCOLAZIONE

La proposta è stata presentata all’Ivass e all’Ania, che si sono impegnate a valutarla tra le varie opzioni per la restituzione. Proprio l’associazione delle imprese, il 15 aprile scorso, aveva annunciato che le compagnie avrebbero messo in campo specifiche iniziative per restituire alla collettività il beneficio derivante dal calo della frequenza dei sinistri.
Anche il presidente dell’Ivass, Daniele Franco, nei commenti alla relazione annuale, aveva dichiarato che la riduzione forzata della circolazione “ha avuto un impatto in termini di riduzione della frequenza dei sinistri, da noi stimato in circa il 50%” e che “se i dati confermeranno la riduzione dei sinistri e, quindi, dei costi per le imprese, ci attendiamo che le misure di ristoro agli assicurati si estendano” sottolineando come per le compagnie si tratta “di un risparmio medio variabile tra 36 e 41 euro per polizza”.
 Una cifra di per sé modesta che però, secondo Sna, assume valore come risorsa totalizzata. Di qui la proposta del sindacato di non procedere a rimborsi diretti (come avvenuto in altri Paesi europei, ad esempio in Francia e Regno Unito),  ma di tenere integro il tesoretto attraverso la costituzione di un fondo pubblico. 



UN BONUS DI INGRESSO PER CHI È RIMASTO FUORI

Lo Sna punta a riservare a soggetti non assicurati che si trovino in determinate condizioni un’offerta contrattuale agevolata, con un bonus d’ingresso alimentato dal costituendo fondo speciale. Nella pratica, ai soggetti a cui sarebbe destinata la diciottesima classe di merito, verrebbe assegnata la quattordicesima. Le compagnie attingerebbero al fondo (seguendo parametri condivisi) per compensare parte della differenza tariffaria tra il prezzo di listino e  quello effettivamente praticato, impegnandosi, in assenza di sinistri, a mantenere tali condizioni di premio seguendo la conseguente evoluzione bonus/malus. Per garantire che a beneficiare dell’iniziativa siano persone in autentica difficoltà economica, il bonus verrebbe reso accessibile solo da chi ha un reddito inferiore a una determinata soglia Isee.
Secondo Giacomo Castoldi, componente della commissione Auto dello Sna, si tratta di “un’operazione fiducia”, coerente con la mission e il ruolo sociale delle compagnie. L’utilizzo di questo fondo, spiega, “potrebbe contribuire alla soluzione di un problema della collettività, mutualizzando risorse-Covid e favorendo la crescita della cultura assicurativa nel Paese”. Secondo Castoldi, “per alcune categorie di persone le compagnie di fatto rinunciano a quotare i rischi. È un dato di fatto che nelle classi alte, dalla quattordicesima alla diciottesima, le compagnie hanno tariffe poco personalizzate quando non di pura antiselezione del rischio”, evidenziando l’obsolescenza di un sistema bonus malus che “così pensato non funziona più, e avrebbe bisogno di una significativa riforma o di correttivi sostanziali. In questo senso – sottolinea – la nostra proposta vuole rappresentare anche uno stimolo verso le compagnie”. Tanto Ivass quanto Ania, conclude Castoldi, hanno “riconosciuto la valenza potenzialmente positiva dell’iniziativa e hanno garantito la prosecuzione di un confronto pubblico, alimentato anche da loro dati e studi ufficiali”.

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