L’IDENTIKIT DEL MONDO NEL 2040

Allianz Partners ha chiesto all’autorevole Ray Hammond, con un’esperienza quarantennale nella previsione degli scenari futuri, di spiegare quali saranno i megatrend che caratterizzeranno il mondo tra una ventina d’anni

20/09/2019
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 67 Pagina: 46
Quali saranno le principali tendenze che segneranno le caratteristiche del mondo nel 21esimo secolo? Allianz Partners lo ha chiesto a un guru in materia: Ray Hammond. L’intervento del futurologo britannico fa parte di un’iniziativa che la compagnia ha lanciato, The world in 2040, una raccolta di trend e anticipazioni su alcuni temi chiave da qui ai prossimi 20 anni. Hammond ha individuato sette megatrend che influiranno sullo sviluppo globale: l’esplosione della popolazione mondiale, i cambiamenti climatici, l’energia rinnovabile, la globalizzazione, le rivoluzioni in medicina e nell’assistenza sanitaria, l’accelerazione dello sviluppo IT e la povertà estrema

UN MONDO ULTRA-POPOLATO

Le Nazioni Unite prevedono che entro il 2030 la popolazione mondiale arriverà a 8,5 miliardi di persone, superando i nove miliardi nel 2040 per raggiungere gli 11,2 miliardi nel 2100. “Le risorse della Terra – scrive Hammond – sembrano già sovrautilizzate”. Reperire acqua pulita “sarà ancora più difficile che reperire il cibo necessario”. Alcuni propongono come soluzione quella di costruire nuovi impianti di desalinizzazione che utilizzeranno energia rinnovabile “ed è probabile che entro il 2040 costituiranno la principale forma di fornitura di acqua potabile in molte nazioni in via di sviluppo” in un mondo che “aumenterà i consumi di energia di quasi il 30% entro il 2040”. 

CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Nonostante i chiari avvertimenti e malgrado gli sforzi nazionali e internazionali per contrastare il cambiamento climatico, “le notizie per il nostro pianeta continuano a peggiorare”. Se le emissioni di gas serra proseguono al ritmo attuale, entro il 2040 l’atmosfera si riscalderà di almeno 1,5°C al di sopra dei livelli pre-industriali. “Il numero di eventi atmosferici estremi annuali è raddoppiato tra il 1980 e il 2004, e raddoppierà nuovamente entro il 2040”, quando “diventeranno la norma: le barriere coralline – avverte Hammond – scompariranno, intere zone costiere saranno sommerse e le tempeste, gli incendi e la siccità provocheranno un enorme dissesto e molte vittime”. 

ENERGIA PULITA A BASSO COSTO

Per tutti i motivi descritti sopra, prosegue Hammond, è urgente completare il passaggio verso l’energia ottenuta da fonti pulite. Oggi soltanto l’8,4% dell’elettricità mondiale proviene da fonti rinnovabili, ma si prevede che entro il 2050 l’energia green soddisferà la metà del fabbisogno mondiale. Hammond rileva “progressi notevoli”, tali da poter essere considerati “l’inizio di una rivoluzione”. Negli ultimi otto anni il prezzo dei pannelli fotovoltaici è diminuito dell’86%, e il costo dell’energia prodotta dalle centrali eoliche è sceso del 23%. Inoltre l’efficienza dei pannelli solari è raddoppiata e la quantità di energia generata da una grande turbina eolica è aumentata del 40%. 



LA GLOBALIZZAZIONE HA RIDOTTO LA POVERTÀ 

Secondo Hammond, negli ultimi 25 anni la globalizzazione ha operato a favore della diminuzione della povertà: oltre un miliardo di persone sono uscite da quella estrema. Attualmente il tasso di povertà globale è il più basso mai registrato nella storia. Le Nazioni Unite avevano raggiunto già nel 2010 l’obiettivo di dimezzamento della povertà entro il 2015 e, secondo le recenti proiezioni, entro il 2050 la povertà sarà eliminata ovunque, tranne in Africa. “Questa massiccia riduzione è uno dei migliori risultati raggiunti dall’umanità nella nostra epoca e si verifica grazie agli investimenti e agli scambi commerciali tra mondo ricco e mondo in via di sviluppo, ovvero il processo che chiamiamo globalizzazione”, afferma Hammond.

LE RIVOLUZIONI IN MEDICINA 

In campo medico, nei prossimi due decenni alcune importanti rivoluzioni trasformeranno la modalità con cui vengono fornite le cure: medicina personalizzata (fondata sull’analisi del dna) e basata su cellule staminali, nano-medicina (farmaci a livelli submicroscopici), modifiche genetiche, salute digitale (con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale). “Se considerate insieme, queste rivoluzioni produrranno un modello completamente nuovo di assistenza sanitaria, in cui i pazienti raccolgono i dati relativi alla propria salute, i genetisti eliminano le malattie ereditarie, i sistemi di intelligenza artificiale contribuiscono alla diagnosi, e i trattamenti vengono adattati e personalizzati in base ai singoli pazienti”, scrive Hammond.

LO SVILUPPO ESPONENZIALE DELL’IT

“È probabile che entro il 2040 la rivoluzione digitale sotto forma di intelligenza artificiale e automazione produca un alto numero di risorse umane non più necessarie sul posto di lavoro”, afferma Hammond, secondo cui le macchine produrranno la ricchezza e “saranno le tasse sui robot e sulla ricchezza da questi generata a finanziare le nostre società”. Dal punto di vista dell’individuo nel 2040 la tecnologia informatica sarà una componente, praticamente invisibile e inseparabile, della nostra vita. L’attuale smartphone sarà ridimensionato sino a diventare un dispositivo che diventerà il fulcro della “body network” che quasi tutti indosseranno: lenti a contatto (oppure occhiali), cuffiette in-ear, spille, anelli e orologi e un’intera gamma di dispositivi per monitorare salute e benessere da applicare sul corpo e/o sugli abiti.

PAESI IN GUERRA E MIGRAZIONI

Infine, Hammond rileva che, sebbene la globalizzazione continui a togliere milioni di persone dalla povertà estrema, ci sono ancora due miliardi di persone in difficoltà. “La loro esistenza diventerà così importante per la società mondiale che ho identificato in questo gruppo il settimo megatrend del futuro”. I Paesi devono farsi carico del problema sia perché “l’enorme costo finanziario grava sull’economia mondiale a causa delle nazioni in guerra”, sia perché “la povertà estrema causa migrazione economica illegale su vasta scala dai Paesi poveri verso le nazioni ricche, fenomeno che, a sua volta, provoca forte instabilità politica ed economica”. B.M. 

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