LA SFIDA DI ANIA PER IL RILANCIO DEL PAESE

Il settore assicurativo è un grande esempio di resilienza, e non può esserci resilienza senza cultura del rischio. A dirlo è stato il premier Giuseppe Conte, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione. Le imprese di assicurazione vogliono essere al fianco delle istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il proprio contributo

06/11/2020
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 79 Pagina: 14
“La sfida più grande inizia ora con il contributo che possiamo offrire al rilancio della nostra economia. Siamo un settore con un peso rilevante nel Paese e possiamo essere parte fondamentale per il piano di ripresa dell’Italia. Vogliamo essere al fianco delle istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il nostro contributo attraverso gli assi portanti della nostra mission e porre solide basi per lo sviluppo di un’economia sostenibile”. Un programma chiaro, scandito da un palco solitario e trasmesso in diretta streaming dalla presidente di Ania, Maria Bianca Farina, in occasione dell’annuale assemblea dell’associazione. Un evento dal quale Farina ha lanciato una sfida alle istituzioni e al settore assicurativo stesso: rilanciare il Paese. Una prova complicata e ambiziosa in un momento oggettivamente difficile a causa della ripresa dell’emergenza pandemica. 
L’importanza del settore assicurativo è testimoniata, tra le altre cose, dal ruolo centrale nell’allocazione del risparmio. La sua incidenza sul totale delle attività finanziarie delle famiglie è salita dal 10,7% del 2009 al 18,2% nel 2019. Si tratta di un “asset strategico del Paese”, ha aggiunto Farina, che costituisce il cuore del risparmio di medio-lungo termine delle famiglie e delle imprese italiane. 

RICALIBRARE (ANCORA) SOLVENCY II

Proprio per questo, secondo Ania, occorre “procedere speditamente verso una indispensabile e generalizzata opera di semplificazione e proporzionalità delle regole”, anche per quanto riguarda la stipula dei contratti assicurativi in modalità digitale, un modello che va reso “al più presto strutturale”.
Come urgenti sono gli aggiustamenti normativi nell’ambito di Solvency II: il quadro dei mercati, la loro volatilità, l’incertezza e la fragilità di alcuni settore economici, richiedono che si migliori la calibrazione dei requisiti patrimoniali per gli investimenti azionari e obbligazionari, “tuttora troppo elevati per consentire un’esposizione maggiore delle imprese assicuratrici verso l’economia reale”, ha sottolineato Farina. 
Si prenda ad esempio l’investimento in infrastrutture, che ha beneficiato solo di recente di una riduzione dei requisiti normativi. Queste politiche hanno reso possibile ad Ania stessa il lancio di un fondo d’investimento in infrastrutture italiane che ha raggiunto una dotazione di oltre 380 milioni di euro, con l’obiettivo di 500 milioni da centrare in tempi brevi. Su tutti i temi regolamentari, ha ricordato la presidente, l’associazione è in costante contatto con l’Ivass, “che nel periodo dell’emergenza ha supportato il settore con i provvedimenti necessari a mantenere il servizio attivo in quelle eccezionali circostanze”.



LA RECESSIONE PEGGIORE

E proprio dai mesi di marzo-aprile, e con il timore che le medesime condizioni possano tornare, è partita la riflessione del presidente di Ivass, Daniele Franco: “la crisi epidemiologica – ha detto – continua a produrre i suoi effetti sulle abitudini e sui comportamenti dei cittadini e sull’andamento dell’economia, caratterizzata dalla recessione più profonda della storia dell’Italia moderna”. È vero che “la ripresa è in atto”, ma resta condizionata “dall’incertezza circa l’evoluzione della pandemia, la cui incidenza si è recentemente intensificata, e dalle possibili ripercussioni sui comportamenti delle famiglie e sui bilanci delle imprese”. 

RAFFORZARE LA PATRIMONIALIZZAZIONE

E purtroppo anche il settore assicurativo subisce gli effetti della recessione, nonostante la sua proverbiale e storica resilienza. Dovrà adattarsi ai cambiamenti che interesseranno l’economia e la società. “Nel suo ruolo d’investitore istituzionale – ha continuato Franco – potrà contribuire al sostegno della ripresa e al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale. Come in tutte le fasi di cambiamento, emergono sfide, rischi e opportunità, che suggeriscono una riflessione sul futuro dell’industria”.
Un settore comunque sempre solido: a fine settembre, l’indice di solvibilità medio italiano era già tornato su valori prossimi al 210% e nessun gruppo assicurativo scendeva al di sotto del 130%. Si può stare tranquilli, quindi? Non proprio, “i rischi connessi con gli effetti economici del nuovo aumento dei contagi – ha precisato il numero uno dell’Istituto – confermano l’esigenza di preservare e rafforzare la posizione patrimoniale delle compagnie”. 


Maria Bianca Farina, presidente di Ania

UN PRIMA E UN DOPO COVID-19

Anche nell’industria assicurativa, che chiede di essere più coinvolta sui temi della protezione dei cittadini e della gestione delle catastrofi naturali grazie a un meccanismo pubblico-privato, l’irruzione sulla scena del nuovo coronavirus “ha segnato un prima e un dopo”, come ha detto il premier Giuseppe Conte.  
Il Presidente del Consiglio ha sottolineato quanto sia necessario “tenere vivo il dialogo con le associazioni di settore per tracciare insieme gli orizzonti del domani”. Ma per adattarsi ai cambiamenti occorre anche studiarli: ecco perché Conte si è detto grato per l’impegno di Ania nell’educazione finanziaria: “il settore assicurativo è un grande esempio di resilienza e non può esserci resilienza senza cultura del rischio”. 
E mentre anche il ministro delle Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervenuto durante l’assemblea, ha elogiato il settore per “aver messo in sicurezza i lavoratori, grazie allo smart working, sin dalla primissima fase dell’emergenza”, Conte ha ribadito che deve esserci “fiducia reciproca in un nuovo patto tra pubblico e privato nel welfare, nella cura del territorio e nella modernizzazione audace del Paese”.

UN PROGETTO NELLE MANI DEL GOVERNO

La lista delle riforme da attuare per una modernizzazione del sistema assicurativo, in modo che contribuisca in maniera più ambiziosa al rilancio del Paese, è lunga: da una maggior presenza delle polizze nel settore salute, al già citato tema delle catastrofi naturali, fino all’assicurabilità di una pandemia. L’Ania, a questo proposito, ha completato lo studio e il progetto di coperture che assicurino i danni da pandemia. Il risultato di questo lavoro è indirizzato al Governo “perché possa valutare se e come utilizzarlo”, ha spiegato Farina, specificando però un punto essenziale: “la possibilità potrà essere concreta – ha detto – se si agirà nella logica della partnership pubblico-privato e se, per le risorse private, si potrà accedere alla efficace leva della mutualità assicurativa. Riteniamo che sia la copertura contro le catastrofi naturali, sia quella contro la pandemia, dovrebbero ricevere a pieno titolo adeguati finanziamenti dalle risorse europee che si renderanno disponibili”, ha concluso la presidente di Ania.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati

I più visti