INSIEME PER ANDARE OLTRE L’EMERGENZA

Per superare la tempesta Covid-19 serve l’unione di tutti gli attori del settore pubblico e privato. Una sinergia che ha già funzionato nella fase più emergenziale e che ora deve continuare parallelamente a misure economiche e flessibilità regolamentare. Se ne è parlato nel corso del webinar organizzato da Insurance Connect per indagare il valore e le modalità di una partnership da sempre invocata

11/05/2020
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 74 Pagina: 30
L’emergenza chiama, il governo chiede aiuto e il settore privato si mobilita per rispondere. Questo il ritratto di ciò che è avvenuto nel nostro Paese dall’inizio della tempesta Covid-19: una crisi senza precedenti che ha richiesto l’attivazione e l’unione di tutti gli attori del settore pubblico e privato. 
Di questa cruciale sinergia si è parlato nel corso del webinar, Emergenza Covid 19, il valore della collaborazione, organizzato da Insurance Connect e che ha visto protagonisti: Alberto Ricci, associate professor of practice, Sda Bocconi School of Management, coordinatore Osservatorio Oasi, Cergas Bocconi; Umberto Guidoni, responsabile della divisione business di Ania e segretario generale della Fondazione Ania; Vittorio Verdone, direttore corporate communication & media relation del gruppo Unipol; e Maurizio Colombo, vice presidente del gruppo Sapio.


Alberto Ricci, associate professor of practice, Sda Bocconi
School of Management, coordinatore Osservatorio Oasi, Cergas Bocconi

Seguito da 340 utenti e moderato dal direttore di Insurance Review, Maria Rosa Alaggio, l’evento nasce in seguito alle tante iniziative messe in campo dal settore assicurativo per supportare lo Stato in un’emergenza fuori dal comune. Che ha investito, in primis, il sistema sanitario, apparso in tutta la sua debolezza: un comparto affaticato e sotto finanziato, come ha spiegato Alberto Ricci, che necessita di un’iniezione di 12 miliardi di euro per stare al passo con i sistemi inglesi e francesi (la spesa pubblica italiana in sanità è pari al 6,9% del Pil contro il 7,5 e 8% di Uk e Francia), oltre che di un ricambio di attrezzature e personale (il blocco del turn over ha ridotto i professionisti di 40mila unità rispetto al 2010). 


Umberto Guidoni, responsabile della divisione business di Ania e segretario generale della Fondazione Ania

LA SINERGIA: UN ASPETTO DA PRESIDIARE

E proprio in campo sanitario si è rivelata cruciale la collaborazione tra mondo pubblico e privato, consentendo un “intervento rapido nella fase di piena emergenza anche rispetto ad altri Paesi: una partnership che oggi rappresenta “un aspetto da presidiare”. Su questo tema in Europa prevale l’integrazione tra la fase di prevenzione e quella di presa in carico; in Italia, invece, il focus, secondo Ricci, potrebbe riguardare “l’integrazione dei sistemi informativi tra il Ssn e le compagnie assicurative” e la creazione di partnership per definire offerte non commerciali di vicinanza al cliente, il quale avrà minori risorse da destinare alle polizze.



AUMENTARE L’INTERMEDIATO

Nel post crisi, infatti, sarà ancora più evidente il problema della sottoassicurazione: a oggi su 40 miliardi di spesa out of pocket solo 4 miliardi sono intermediati e il rischio, nella ripresa, è che le risorse non permettano ai cittadini di aumentare i livelli di copertura. Tuttavia è proprio ora che bisogna incrementare il numero di polizze per consentire la creazione di coperture sanitarie utili a integrare un sistema sanitario pubblico che oggi non è più sostenibile. Un’idea per aumentare il valore dell’intermediato potrebbe arrivare dalla stipula, da parte dei datori di lavori, di polizze, non annuali ma triennali, ha avanzato Maurizio Colombo. 


Vittorio Verdone, direttore corporate communication & media relation del gruppo Unipol

Molto però sarà giocato dalla capacità di rinnovare l’offerta. Su questo le compagnie hanno già innescato il cambiamento, ha spiegato Vittorio Verdone, promuovendo e sostenendo il welfare integrativo: polizze collettive, fondi sanitari, enti bilaterali e contrattazione collettiva sono oggi una realtà, che va di pari passo con la tecnologia (in un momento storico in cui teleassistenza e telemedicina diventano cruciali) e con la prevenzione che sarà essenziale per ridurre il costo della sanità e su cui anche l’Ania si muove da sempre sensibilizzando il territorio sui corretti stili di vita.



AZIONE E COLLABORAZIONE

Il cambiamento del comparto, in questa fase emergenziale, si è visto anche su altri fronti: con l’estensione delle garanzie di copertura alle spese di ricovero a casa, alle diarie di terapia intensiva e ai fermi di attività per le aziende; con l’immediata attivazione dello smart working per i dipendenti; con il sostegno agli agenti che fungono da importante collante sul territorio; e con il supporto alle strutture sanitarie. Su questo, ha spiegato Umberto Guidoni, l’Ania ha voluto dimostrare la propria solidarietà impegnandosi nella modifica dei protocolli sanitari nella fase emergenziale: a oggi, la possibilità di fare una denuncia di malpractice è stata limitata al solo “caso di colpa gravissima o di dolo”; un segno di vicinanza a quanti si sono adoperati per salvare vite umane, seguito dalle sanzioni previste dell’ordine degli avvocati per i legali che assisteranno eventuali querelanti.
In tema di collaborazioni, sono numerose le iniziative e le azioni messe in campo. In Lombardia, l’Ania ha donato 2 milioni di euro alla protezione civile, da destinare al sistema sanitario e, in sinergia con il sistema sanitario privato, ha messo a disposizione 32mila posti letto per sgravare il servizio pubblico. 
Non sono mancate le partnership con il mondo privato che hanno consentito di rispondere all’emergenza con efficienza e rapidità. Uno dei migliori esempi è quello di Sapio, azienda italiana che produce gas tecnici e medicali che, in questa fase di crisi, ha giocato un ruolo da protagonista fornendo ossigeno a strutture sanitarie e pazienti domiciliati: nella sola Lombardia, ha raccontato il vice presidente Colombo, Sapio ha operato per soddisfare la richiesta di 300 ospedali e fronteggiare un surplus di 20mila pazienti domiciliati; oltre a questo ha collaborato per la riattivazione di strutture sanitarie e la creazione di interi reparti di terapia intensiva, come è il caso dell’ex Fiera di Milano trasformata in un vero e proprio ospedale grazie alla collaborazione con Allianz.


Maurizio Colombo, vice presidente del gruppo Sapio

OPERARE SECONDO UN MODELLO CATASTROFALE

Queste sinergie dovranno proseguire anche nel post crisi per consentire, da un lato, un accesso più rapido al sistema sanitario da parte di chi non ha reddito e, dall’altro, una risposta tempestiva dello Stato ai bisogni della collettività. Ma, secondo Guidoni, questa collaborazione pubblico-privato dovrà avvenire secondo “un modello catastrofale” dove il settore assicurativo coadiuva lo Stato utilizzando un pool per l’emergenza. 

LIQUIDITÀ E REGOLE

La collaborazione, però, da sola non può bastare. Ora è urgente la ripresa del motore economico: “servono politiche keynesiane come nel dopoguerra”, ha avvertito Guidoni, su cui il settore assicurativo “dimostrerà la propria vicinanza”; ma per farlo ha bisogno della liquidità necessaria da parte delle istituzioni europee a cui il responsabile Ania chiede anche l’allentamento dei vincoli per supportare il Paese. “Bisogna rivedere il grande peso delle regole amministrative”, ha confermato Verdone, sottolineando che Solvency II appare una “normativa senza senso in un momento in cui il mondo sta cambiando”. Le regole attualmente vigenti secondo il manager di Unipol, non consentiranno di gestire i supplementari di una crisi che è solo al primo tempo e di cui è difficile prevedere l’evoluzione. 
Pensare che si debbano rispettare determinati requisiti che “oggi non possono essere richiesti a nessuno è fuori dal mondo”, ha concluso Guidoni, che rassicura sul fatto che il settore assicurativo continuerà ad essere vicino al paese come investitore istituzionale e a dare vita a sinergie per il post emergenza.

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