UN PLAYGROUND PER L’INNOVAZIONE

Lo sviluppo dell’open insurance è rallentato dalla mancanza di standard condivisi per le Api. Per sopperire a questo ritardo, come ha illustrato Francesco Zaini di G2 Startups, è in fase di lancio uno spazio per la sperimentazione di queste soluzioni

UN PLAYGROUND PER L’INNOVAZIONE
La pandemia ha confermato i trend evolutivi del mercato assicurativo. Digitalizzazione, connettività, avanzata delle big tech, crescita delle insurtech e abbassamento delle barriere fra settori: tutti elementi ben visibili già prima del coronavirus, di fatto soltanto accelerati dalla pandemia. Fra tante conferme, c’è però una novità: le persone avvertono maggiormente il bisogno di protezione. E questa, secondo Francesco Zaini, partner di G2 Startups, “è un’opportunità di primo piano”.
Per rispondere a questa domanda, il mercato si sta orientando verso soluzioni innovative, polizze micro, instant e mobile first, prodotti nuovi che migliorano servizio e customer experience. I protagonisti della svolta non sono però i tradizionali professionisti delle polizze, ma big tech e insurtech, che rischiano ora di minare il modello di business degli incumbent di settore. “In futuro, se le cose non cambiano, ci sarà meno spazio per le società che operano in maniera tradizionale”, ha commentato Zaini.

ECOSISTEMI PER IL CLIENTE

Gli elementi di innovazione sono tanti: soluzioni parametriche e contestuali, monetizzazione dei dati, strategie di bottom-up coverage, digitalizzazione dei processi ed ecosistemi di business. Per restare centrali anche nella nuova normalità, le compagnie dovranno intercettare questi trend. Magari adottando un approccio di open insurance.
Zaini si è soffermato in particolare sugli ecosistemi di business. “Si tratta – ha detto – di community di imprese che lavorano per un obiettivo comune: servire il cliente attraverso un’offerta integrata che possa creare valore aggiunto per il consumatore”. In termini assicurativi, ciò significa non limitarsi al semplice collocamento della polizza, ma fornire servizi aggiuntivi per mantenere un canale aperto e costante con il proprio cliente. In pratica, tutto quello che le compagnie fanno oggi fatica a fare.

STANDARD PER L’OPEN INSURANCE

Per Zaini la soluzione è proprio quella dell’open insurance: aprirsi a servizi di terze parti potrà consentire alle compagnie di restare centrali anche in futuro. Facile a dirsi, più difficile a farsi, perché mancano standard condivisi per l’interoperabilità dei servizi assicurativi. 
Lo scenario attuale non favorisce l’open insurance. Ed è proprio per sopperire a questo ritardo che all’interno dell’Open Insurance Initiative, il principale organismo internazionale per la definizione di standard condivisi per le open Api, sono stati varati in Italia, su iniziativa di G2 Startups, il think tank Italy Working Group e il progetto di un playground per la sperimentazione di queste soluzioni. “Vogliamo alimentare la discussione sull’argomento, condividere i risultati a livello internazionale, individuare i principali use case e creare un ambiente di sviluppo per l’open insurance”, ha illustrato Zaini. Il playground è in fase di avvio grazie alla partnership con Tesobe e D4Next. E consentirà, ha concluso Zaini, di “individuare casi da testare, sviluppare nuove Api e definire best practice nell’interfaccia con sistemi legacy”.

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