UN DETECTIVE ANTIFRODE

Msa Multi Serass e Kube Partners hanno sviluppato un sistema che permette di setacciare, utilizzando i big data, le evidenze dei sinistri sospetti, riuscendo a distinguere tra frodi vere e presunte

30/04/2014
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 13 Pagina: 35
Un indizio è un indizio. Due indizi sono una coincidenza. Ma tre indizi fanno una prova. È questa la filosofia di Detector, nuova frontiera nel contrasto alle frodi assicurative messa a punto da Msa Multi Serass, società di gestione sinistri in outsourcing, in partnership con Kube Partners, player attivo nello sviluppo di soluzioni tecnologiche per le imprese. Nonostante dai dati ufficiali possa sembrare che in Italia sia più attenuato che altrove, “il fenomeno è forte e in crescita – spiega Giovanni Campus, direttore generale di Msa Multi Serass – non solo nel mercato italiano ma anche in quello europeo”. Bisogna innanzitutto distinguere tra frodi opportunistiche e organizzate: “Le frodi occasionali – spiega Andrea Guerra, managing director di Kube Partners – si verificano nel momento in cui si tende a inflazionare le richieste di risarcimento”, vizio non solo italiano. Secondo una ricerca dell’associazione degli assicuratori del Regno Unito, il 40% dei britannici non trova moralmente condannabile frodare un’assicurazione. “Nessuno sa con esattezza quale sia l’incidenza delle frodi occasionali, ma ci aggiriamo intorno al 60%, – rivela Campus – e il 40% rientra nella casistica delle frodi organizzate”. Le frodi impattano per un valore tra gli uno e i due miliardi di euro, e una buona porzione sono organizzate: queste, in particolare, generano un enorme impatto sociale, che vede spesso nascondere la longa manus delle organizzazioni mafiose. 


COME SCOPRIRE I FALSI POSITIVI

A dare prezioso supporto all’attività antifrode sono i big data: “la tecnologia è come un setaccio – spiega Guerra – con cui si filtra una grande mole di dati alla ricerca di evidenze che supportino le prove”. Le cose però si complicano quando l’abbondanza di dati porta al paradosso che più si cerca meno si trova. “Più domande facciamo, più risposte otteniamo, più possiamo creare dei falsi positivi: su dieci sinistri – rivela Campus – generalmente solo uno è fraudolento”. Questo ha un forte impatto sui costi di investigazione e porta le compagnie a concentrarsi solo sui sinistri di maggior valore: “è chiaro che le organizzazioni criminali non andranno più a piazzare un sinistro da 60 mila euro, ma ne piazzeranno 30 da 20 mila”. Il sistema Detector riesce a intercettare i falsi positivi grazie all’applicazione di diverse linee di indagine, i cui dati vanno ad alimentare quattro indici: uno euristico, uno geografico, uno relazionale, e uno predittivo, sommando i quali il sistema produce uno score totale. “La frode è caratterizzata da una concomitanza da segnali deboli, la cui somma diventa anomala. Il raggiro che viene sviluppato è tendenzialmente semplice, perché usa informazioni che ricorrono spesso. I nostri strumenti – conclude Guerra – hanno lo scopo di trovare questi elementi”. 

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