GRUPPI AZIENDALI, TRA SPIRITO NEGOZIALE E DIKTAT

Nella tavola rotonda che ha riunito i rappresentanti deI GAA emergono differenti approcci ed esperienze: il lavoro sinergico con la mandante, nel caso del Gama e dell’Associazione agenti Allianz, e il difficile confronto tra la rete Zurich e la compagnia. Da cui, però, è scaturito un insolito esempio di unità della categoria

18/11/2016
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 39 Pagina: 46 - 47
Insieme, intermediari e compagnie, è possibile creare valore per le agenzie. Lo dimostrano le storie del Gama e dell’Associazione agenti Allianz che, dopo le faticose integrazioni e fusioni, parlano con ottimismo del lavoro di squadra svolto con la mandante e tra gli agenti.
In un momento in cui le contrattazioni di secondo livello rischiano di fagocitare le trattative nazionali, cresce l’importanza dei gruppi aziendali. “Anche se – avverte Dario Piana, presidente del Gama e del comitato gruppi aziendali Sna – questo rischio potrebbe rivelarsi un danno devastante, non solo per la categoria, ma anche per gli stessi gruppi, laddove solo un sindacato generalista può viaggiare al di sopra degli interessi di tutti”.
Tornando alle singole esperienze, il successo (o il fallimento) dipende dalla capacità di vedere la diversità come un’opportunità di crescita. Come è avvenuto in casa Allianz, dove all’integrazione svolta dalla compagnia è andata di pari passo quella operata dai tre gruppi agenti (Gala, Uia e Gna), oggi usciti più compatti. “Attualmente siamo duemila intermediari – racconta Umberto D’Andrea, presidente Associazione Agenti Allianz – con una maggiore forza negoziale e risorse economiche importanti, che ci consentono di strutturare meglio l’attività a difesa dei colleghi”. 
Dal 2012 a oggi, i tre gruppi hanno condiviso molti percorsi, imparando a vedere le identità di ciascuno come un arricchimento. E i risultati, per la rete unificata, non sono tardati: “oggi la compagnia – conferma D’Andrea – sa di avere a che fare con un interlocutore forte e coeso, e questo ci ha consentito di raccogliere importanti frutti nella negoziazione”. 





SUPERARE INSIEME I PROBLEMI

Positiva è anche la testimonianza del gruppo agenti Milano-Allianz, confluito, nel 2014, in Unipol e a distanza di qualche mese, dopo la decisione imposta dall’Antitrust di vendere una parte di FondiariaSai, passata ad Allianz. “Abbiamo fatto gli agenti senza portafoglio per sei mesi, lavorando solo con l’auto – racconta Piana – ed è stata un’esperienza pesantissima, ma anche esaltante perché, di ora in ora, cambiavano le cose”. Un percorso dagli esiti positivi grazie alla capacità dimostrata dalla rete, e dalla compagnia, di superare insieme i problemi.





IL RITORNO AL DIALOGO

Una storia diversa quella del gruppo agenti Zurich, che sta vivendo con la mandante momenti di cruciale difficoltà. “Abbiamo scontato – racconta Enrico Ulivieri, presidente gruppo agenti Zurich e vice presidente Anapa – la mancanza di dialogo e di reddito, avendo la compagnia, come must irrinunciabili, la ricerca massima della profittabilità d’impresa, il rigore nell’assunzione dei rischi e il desiderio di trasformarci in meri venditori”. 
A questo si aggiunge che, dal 2014, non viene rinnovato l’accordo integrativo e, come risultato, il gruppo “ha cercato altrove quello che non trovava più in casa” siglando, lo scorso anno, un’intesa con il broker Mag Jlt. 
Oggi, dopo una sorprendente mobilitazione dell’intera categoria, Zurich ha fatto retromarcia, aprendosi al dialogo. Ma alle parole dovranno seguire i fatti: “Per ora, sono sospese le iniziative di protesta, ma abbiamo bisogno di vedere – conclude – se la compagnia, che ha reso pubblico il proprio impegno, avrà davvero fatto un passo indietro”.

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