RC AUTO, LE MONTAGNE RUSSE DEI LISTINI

E' un mercato sempre più caratterizzato dall'instabilità dei prezzi quello fotografato dall'AIBA nel suo Osservatorio Auto 2016. Lo studio dell'associazione dei broker rileva segni contrastanti: cala il volume dei premi (- 6,2%), ma aumentano frequenza dei sinistri (+ 2,4%) e costo medio (4.574 euro). Nel 2015 ha giocato un ruolo fondamentale la carta dello sconto in mano agli agenti

07/04/2016
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 32 Pagina: 54 - 57
Il 2015 del mercato Rc auto si è chiuso all’insegna dell’instabilità. La dinamica dei prezzi non segue un trend univoco: alcuni listini risultano in aumento, mentre altri sono in diminuzione. È questa la fotografia scattata dall’edizione 2016 dell’Osservatorio auto Aiba, lo studio realizzato dall’associazione dei broker assicurativi che ogni anno fa il punto sulle tendenze del principale segmento assicurativo danni italiano.
L’Osservatorio ha rilevato l’incremento delle percorrenze medie e del costo medio dei sinistri, ma anche l’aumento del numero di coloro che acquistano garanzie auto oltre la sola responsabilità civile. Altra tendenza di primo piano è quella che vede diventare sempre più determinante il fattore sconto, l’asso che molte agenzie calano sul tavolo per prevenire la fuga dei clienti, o per accaparrarsene di nuovi. 


AUTOMOTIVE, UN MERCATO IN RIPRESA

Lo studio evidenzia come, dopo anni di riduzione delle immatricolazioni, nel 2015 il mercato automotive sia tornato a crescere: +15,7% sul 2014. Questo sviluppo è stata trainato, nei primi sei mesi 2015, delle società di noleggio, che hanno aumentato il numero di auto nelle flotte, mentre nella seconda metà dell’anno è stato spinto dagli acquisti dei privati (sebbene non si sia ancora tornati ai livelli pre crisi). La stima di Aiba per il 2016 prevede un ulteriore incremento delle immatricolazioni, grazie al miglioramento economico e alla maggior propensione all’acquisto da parte dei privati. 





PIU' PERCORRENZE, PIU' SINISTRI

La diminuzione del prezzo del carburante, iniziata a fine 2014, ha comportato nel 2015 un aumento dei consumi. Contemporaneamente si è registrato un importante cambio di comportamento degli automobilisti: i tragitti sono diventati più brevi e più frequenti. Di conseguenza è aumentata anche la frequenza dei sinistri (+2,4%), dopo che per sei anni consecutivi era diminuita. Anche il costo medio è segnalato in crescita (+0,9%), e si porta a 4.574 euro. 


RISALE IL COMBINED RATIO

L’Osservatorio ha registrato nel 2015 un calo dei premi auto pari al 5%. La diminuzione della raccolta è sempre consistente, ma tale trend sta evidenziando un rallentamento che si dovrebbe palesare in modo più marcato nel 2016. 
Questa situazione ha impattato sul combined ratio, che nel 2015 è salito a 96,4 punti dai 90,5 punti del 2014, dopo aver toccato il minimo decennale di 88,2 punti nel 2013. È questo, dunque, il risultato del lieve incremento della frequenza e del costo medio dei sinistri, e soprattutto della riduzione della raccolta, fattori che hanno portato a un amento dell’expense ratio, e del loss ratio. 


LA RACCOLTA CVT TORNA A CRESCERE

Lo studio di Aiba segnala una nota positiva: la crescita della raccolta premi delle garanzie auto per i rischi diversi (furto, incendio, eventi atmosferici, atti vandalici ecc.), riuniti sotto l’acronimo di Corpi veicoli terrestri (Cvt). Il mercato nel 2015 è cresciuto dell’1,67%, portandosi a 2,4 miliardi di euro. Si tratta del primo risultato positivo dal 2007. Tale incremento è dovuto ad alcuni dei fattori già citati: la crescita delle immatricolazioni, soprattutto da parte delle imprese, delle società di noleggio e di leasing, che tradizionalmente assicurano anche i danni al veicolo. 
Secondo l’Aiba, nel 2016 il trend per il Cvt potrebbe mostrare anche una crescita ulteriore della raccolta, superiore al 2% (2,2%). Complessivamente, i premi auto Rca e Cvt nel 2015 sono stati pari a 16.694 milioni di euro.





LA BATTAGLIA DEI LISTINI

I dati dell’Osservatorio mostrano anche una diminuzione dei listini, che hanno continuato a ridursi per tutto il 2015 (soprattutto nella prima parte dell’anno) e sono diminuiti in media del 3,5%. Le compagnie di maggiori dimensioni hanno aumentato il numero di cambi di tariffa, mentre le compagnie medie e piccole non hanno variato o addirittura hanno diminuito il numero di cambiamenti. All’inizio dell’anno i cambiamenti di tariffa sono stati numerosi, ma di portata limitata. Nella seconda metà del 2015, alcuni interventi sono stati più radicali: a novembre i cambi di tariffa hanno avuto un notevole impatto, e i premi medi di listino si sono ridotti dello 0,7% rispetto al mese precedente. Alcune compagnie hanno iniziato a ritoccare i listini al rialzo già nel corso del 2015. In generale aumenta la mutualità in funzione del territorio di residenza e aumenta la differenziazione in funzione delle caratteristiche soggettive e del comportamento di guida. 
Tre le città che più ne hanno beneficiato, figurano Bari (-6,1%), Reggio Calabria (-5,3%) e Napoli (-5,2%). Il costo medio di listino di una polizza Rc auto è di 603 euro. 


SCONTO, L'ASSO NELLA MANICA

Secondo Aiba, la corsa al ribasso dei prezzi si starebbe fermando. Ma l’associazione ha voluto sottolineare quanto i dati sui listini siano influenzati dalle politiche di sconto che le compagnie mettono a disposizione degli intermediari. I numeri ufficiali, dunque, non sarebbero sufficienti per spiegare quale sia la situazione reale del mercato, perché le tariffe ufficiali non sempre corrispondono a quelle effettivamente praticate. L’utilizzo degli sconti, del resto, non varia soltanto da una compagnia all’altra, ma anche da agenzia ad agenzia. In caso di rinnovo con la stessa compagnia, lo sconto eventualmente praticato è in media del 25,7%. Mentre nel caso dei nuovi clienti, nel 74% dei casi lo sconto applicato è pari al 14,6%.





IL CROSS SELLING NON DECOLLA

Lo studio di Aiba quest’anno ha voluto anche approfondire i comportamenti di acquisto dei consumatori italiani e la loro percezione dello strumento assicurativo. Dal quadro emerso si osserva che le famiglie (nel 96,5% dei casi) continuano ad avere un unico riferimento per le polizze Rc auto: solo il 3,3% dei nuclei familiari in possesso di più di una vettura è assicurato con più compagnie. Ciò nonostante il cross selling non decolla: la maggioranza degli assicurati Rc auto (56%) non ha sottoscritto polizze di altri rami, mentre la restante percentuale (44%) ha acquistato coperture per la casa (25,9%), polizze vita/previdenza integrativa (15,6%), altre coperture auto (10,1%), infortuni rischi da circolazione (7%), malattia (3,7%), infortuni (3,1%), rischi professionali (0,2%). 

Quanto al canale on line, si è stabilizzato l’orientamento degli assicurati in favore delle polizze da acquistare via internet (28%), anche se meno della metà sottoscrive concretamente una copertura on line. L’uso di internet è frequente, soprattutto per il fast quote che è attrattivo e immediato ma che, anche per via anche degli sconti diffusamente praticati non offre più il vero prezzo finale. 

Non sfonda neanche la bancassicurazione. La percentuale di Rca intermediata da questo canale è inferiore al 3%. I consumatori intervistati hanno poco interesse ad acquistare la polizza auto allo sportello. La banca piace per i prodotti vita, ma c’è poca fiducia e interesse (nel 34,9% dei casi), anche perché i clienti sono fidelizzati con l’intermediario (il 22,4% non intende cambiare canale di vendita).

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