L'OCCHIO VIGILE DELL'IVASS

Riformare l’attività di vigilanza nel settore assicurativo. Realizzare un più stretto collegamento con quella bancaria. All’assemblea annuale, il regolatore ha illustrato la sua mission facendo un bilancio dei suoi primi mesi di vita

30/09/2013
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 7 Pagina: 12 - 14
Nato il primo gennaio di quest’anno, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni coglie l’occasione della sua prima assemblea annuale, svoltasi a Roma lo scorso giugno, per raccontare il passaggio impegnativo, dall’Isvap all’Ivass. Un processo non facile che ha richiesto vari cambiamenti organizzativi. 
“È stato disegnato – spiega Salvatore Rossi, presidente Ivass – il regolamento di organizzazione dell’Ivass, che prevede un servizio unificato di vigilanza prudenziale cartolare, un autonomo servizio Ispettorato, un nuovo servizio Normativa e politiche di vigilanza, un rinnovato servizio Studi e gestione dati, un rafforzato servizio Tutela del consumatore e un servizio Gestione risorse integrato”. Inoltre, per rendere le ispezioni più efficaci, sono state emanate prime indicazioni metodologiche, ispirate ai criteri di proporzionalità e oggettività, di attenzione ai rischi; e poi, si è definito un sistema di deleghe di firma che prevede un forte decentramento dal direttorio integrato al presidente e ai consiglieri, così da snellire i processi decisionali. Il tutto in ottica di spending review:“il contenimento dei costi è uno sforzo in cui siamo massimamente impegnati, anche se reso arduo dall’obbligo di legge di trasferire risorse finanziarie dal proprio bilancio a quello di altre Autorità”.


VIGILARE SULLE IMPRESE

L’attività di vigilanza assicurativa, mission dell’Istituto, riguarda due diversi campi: il controllo prudenziale sulle imprese di assicurazione e la tutela del consumatore. “È nostro obiettivo – continua Rossi – rafforzare l’uno e l’altra, in modo da garantire stabilità al mercato e protezione al cittadino nel suo rapporto con le imprese e gli intermediari. In particolare, sulla vigilanza prudenziale, renderemo pienamente trasparente la nostra azione, informando i soggetti vigilati delle nuove regole, delle prassi di vigilanza, dei criteri di giudizio e valuteremo più finemente i rischi prospettici, la governance, i sistemi di controllo interno e di gestione del rischio delle imprese: aspetti cruciali per la solvibilità d’impresa”. 




TUTELARE IL CONSUMATORE

In tema di tutela del consumatore, l’Istituto si avvale dell’ampia mole di reclami che riceve: ben 31 mila nel 2012. I provvedimenti sanzionatori sono numerosissimi, oltre 5.000 nel 2012, prevalentemente nel settore Rc auto, con sanzioni pari a oltre 50 milioni di euro. “La loro efficacia deterrente può essere accresciuta modificandone l’impostazione: diversamente dal caso bancario, le sanzioni colpiscono le imprese e non le persone fisiche, sicché possono finire con l’essere considerate una mera voce di costo, da scaricare sulle tariffe”.
E, sempre a garanzia del consumatore, è l’iniziativa dell’Ivass volta a vigilare su imprese esterovestite, riconducibili in realtà a soggetti italiani che si comportano scorrettamente. Di recente, alcune sono state colpite da provvedimenti di rigore da parte delle Autorità di vigilanza del Paese di origine, ma, per altre, si è reso necessario l’intervento a tutela degli assicurati italiani.
Resta, poi, alta l’attenzione dell’Istituto sulle polizze abbinate a mutui e ad altri finanziamenti, “per verificare la correttezza delle pratiche di vendita, da parte delle imprese assicurative e dei loro partner bancari, a tutela dei consumatori”.


INSIEME A BANKITALIA

In tema di vigilanza, è stato definito un piano ispettivo. “Abbiamo avviato – ha elencato Rossi – 11 nuovi accertamenti in loco, in aggiunta ai nove disposti l’anno precedente e ancora in corso. Per le ispezioni più complesse, presso le società coinvolte nel progetto di integrazione tra i gruppi Unipol e Fondiaria Sai, abbiamo costituito gruppi misti Ivass-Banca d’Italia e intendiamo assegnare agli accertamenti ispettivi un ruolo centrale nell’attività di vigilanza”. In particolare, sul processo di ristrutturazione del gruppo Generali, “è compito dell’Ivass verificare che sia salvaguardata la sana e prudente gestione delle singole imprese coinvolte e del gruppo nel suo complesso”. Stesso dicasi per l’integrazione Unipol-Fondiaria Sai: “è oggetto di valutazione la sussistenza dei requisiti prudenziali in capo alla società che risulterebbe dalla fusione, seguendo il dettato della legge”.





RC AUTO: INGIUSTIZIA SOCIALE
 
Altra questione cruciale, l’amplissimo divario tra i livelli tariffari prevalenti in Italia e in altri Paesi europei. “Il fenomeno, di vecchia data, sta assumendo una connotazione di ingiustizia grave nella fase di difficoltà in cui molte famiglie italiane versano per effetto della crisi. Le tariffe possono e devono scendere, senza pregiudicare la solvibilità delle compagnie – ha ammonito il presidente – e l’Ivass si adopererà perché questo obiettivo si realizzi”. In particolare, l’Istituto sta redigendo i regolamenti attuativi, aiutando i ministeri competenti a predisporne altri e realizzando le previste infrastrutture tecnologiche.


CORREGGERE SOLVENCY II

Ultima questione, ma non per importanza: Solvency II. “Noi crediamo che l’approccio sotteso a Solvency II sia corretto, rendendo le regole di supervisione prudenziale più trasparenti, efficaci ed efficienti nell’interesse della collettività, delle imprese e dei loro clienti.  Ma sono necessari alcuni correttivi: vanno smussati gli effetti indesiderati della volatilità di breve termine dei mercati attraverso correzioni del tasso di sconto delle riserve, basate su indicatori europei riferiti alle principali classi di attività detenute dalle imprese (government e corporate bond)”. Una misura proposta recentemente dall’Eiopa, il Volatility Balancer, va in questa direzione, ma richiede ancora una messa a punto, soprattutto nella calibrazione. Nel frattempo, l’Istituto sta introdcendo nel suo framework di vigilanza aspetti di governance e trasparenza.

In definitiva, quindi, un’agenda fitta di impegni quella del neonato Istituto, sopratutto perchè le assicurazioni sono il principale investitore istituzionale del Paese. “Il mercato presenta ampi spazi di crescita e dagli scenari che si profilano – conclude il presidente – emergono conferme alle due direttrici strategiche dell’Ivass: il collegamento con la vigilanza bancaria e il tempestivo orientamento delle norme verso il nuovo assetto regolatorio euroepeo”.


I NUMERI DEL CONTROLLO

In tema di vigilanza prudenziale, il controllo, in Italia, si esercita su 137 imprese assicurative, molte delle quali appartengono a uno dei 33 gruppi presenti sul mercato; i primi 10 gruppi occupano tre quarti del mercato. Ai fini della tutela del consumatore, il controllo si esercita anche su circa 250 mila intermediari: un numero molto più alto di quello che si osserva negli altri Paesi europei, mentre la tenuta del ruolo degli oltre 6.000 periti assicurativi è stata già trasferita per legge alla Consap.
Nel 2012, le compagnie hanno prodotto utili per quasi sei miliardi; il loro patrimonio di vigilanza era, alla fine dello scorso anno, pari al doppio dell’ammontare richiesto nel ramo vita e a 2,8 volte nel ramo danni: risultati, raggiunti anche grazie alle immissioni di capitale degli ultimi anni, che vanno preservati e consolidati, in presenza di importanti fattori di rischio.

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