LE FRONTIERE DELLA DATA ANALYSIS

I dati sul cliente, quelli già noti e quelli raccolti da device, sono un patrimonio il cui valore non è ancora pienamente colto dalle compagnie che li detengono. L’utilizzo di nuove risorse come le reti neurali permette di ricavare informazioni sull’oggi e di predire le esigenze di domani

06/12/2018
👤Autore: Maria Moro Review numero: 59 Pagina: 61
Agli albori delle scatole nere, l’obiettivo era raccogliere informazioni utili alla ricostruzione più precisa di un sinistro. Con il tempo ci si è accorti che i dati possono servire ad avere una migliore conoscenza dello stile di guida dell’utente. Un domani potranno raccontarci cosa accadrà intorno a noi nelle smart cities
Alla base di tutto c’è il possesso dei dati, che hanno assunto il ruolo di vero asset dell’azienda. Un patrimonio da detenere, coltivare e far fruttare non solo per la costruzione del business, ma anche per l’efficientamento e la riduzione dei costi dell’operatività interna all’impresa. 

UN VALORE DA SAPER LEGGERE

La nuova frontiera dell’analisi dei dati passa per l’IoT, una rete di device collegati a una banca dati che raccolgono una quantità infinita di informazioni dalle quali ricavare indicazioni costruttive e utili. Per Alessandra Girardo, ceo di Kubris, il centro di innovazione costituito da Kirey Group come laboratorio di ricerca e innovazione nella tecnologia digitale, gli ultimi due anni hanno determinato una vera accelerazione nell’analisi dei dati: “dal 2016 lavoriamo nella connected insurance in ambito casa e auto. Abbiamo sviluppato applicativi per questi due ambiti, Smappi Car e Smappi Home, che raccolgono i dati provenienti dai sensori installati nelle abitazioni e nelle vetture e li elaborano fornendo alle compagnie una profilazione affidabile del loro assicurato”. Il dato è proprietà della compagnia, che non sempre ha al proprio interno competenze professionali adeguate per leggerlo oltre il primo sguardo.

ALLA RICERCA DI SICUREZZA

Sull’aspetto della sicurezza, Girardo ha notato nell’ultimo anno una forte crescita di interesse da parte delle compagnie, sia nell’ambito auto, sia in quello relativo all’abitazione. Nel mondo auto, accelerometro, gps, dongle, smartphone, blackbox, integrati con la centralina auto raccolgono milioni di record (da uno fino a cento al secondo) che una volta elaborati con metodi statistici e reti neurali sono in grado di dire come agisce e reagisce il guidatore, fornendo informazioni utili per una personalizzazione avanzata. “A prescindere dalla sorgente di dati, l’importante è come questa massa di informazioni venga utilizzata” afferma Girardo, “si può lavorare sul rewarding di automobilisti virtuosi fino a porre le basi per la una tariffazione veramente personalizzata”. Con le reti neurali si ottiene un’analisi più approfondita dello stile di guida: lavorando sul riconoscimento delle abitudini di viaggio, dal comportamento fino ai percorsi e agli orari preferiti, le reti neurali possono dare fino all’87% di affidabilità predittive, prevedendo cosa accadrà nei due minuti successivi: “Con il nostro safety tutor, queste informazioni possono essere restituite al conducente come alert sul percorso, ma possono anche avvisarlo nel caso venga percepito un peggioramento del suo comportamento alla guida”. Ma guardando oltre l’auto, le informazioni già detenute dalle compagnie sono un patrimonio da valorizzare che “permette di identificare lo stile di vita dell’assicurato, con la possibilità di creare in anticipo offerte personalizzate”. 

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