IOT, NON SOLO AUTO

Non si arresta la crescita dei device connessi: dopo aver rivoluzionato il mercato motor, la novità si appresta a fare il suo ingresso anche in altri settori. Ne è convinto Francesco Bardelli, ad di Generali Jeniot, che ha parlato delle potenzialità offerte nei segmenti casa e salute

23/04/2019
👤Autore: Giacomo Corvi Review numero: 63 Pagina: 41
L’Internet of Things ha forse costituito per le assicurazioni il primo passo nel mondo delle nuove tecnologie. La novità si è progressivamente imposta come l’architrave di un settore che, oltre alle classiche coperture, si propone oggi di fornire anche soluzioni di servizio. E che presenta ancora interessanti margini di sviluppo: giusto per citare un caso, si stima che nei prossimi cinque anni il segmento della telematica auto potrà registrare una crescita del 65%, andando a sfondare il muro dei dieci milioni di veicoli connessi.
È in questo orizzonte di mercato che ha visto la luce lo scorso anno Generali Jeniot, la società 100% Generali Italia dedicata allo sviluppo di servizi innovativi nell’ambito dell’Internet of Things e della connected insurance, legati alla mobilità urbana, alla casa intelligente, alla salute e al mondo del lavoro connesso, che si propone di sondare le potenzialità del settore e cogliere eventuali opportunità di sviluppo.
“La spinta verso la connected insurance ci ha portato a creare un veicolo dedicato”, ha esordito l’amministratore delegato Francesco Bardelli. “Generali Jeniot  non è una compagnia assicurativa, ma una società di servizi focalizzata sull’IoT che, sulla base dell’esperienza maturata nel segmento dell’auto, punta a sviluppare questo business anche in altri settori”.

DALLA CASA ALLA SALUTE

Di settori interessanti, per il mercato della telematica, ce ne sono parecchi, a cominciare da quello della casa, dove Generali ha recentemente lanciato Sei in casa in touch. “Si tratta di una soluzione – ha spiegato Bardelli – che monitora lo stato dell’abitazione e che permette, grazie ai dispositivi connessi tramite app, di segnalare al cliente e alla centrale operativa di Europ Assistance eventuali allarmi in caso di fenomeni come incendio, allagamento o cortocircuito, per intervenire prontamente e limitare l’entità danno.
La soluzione sposta, dunque, il principio classico dell’assicurazione dato da perdita e rimborso al nuovo paradigma prevenzione, protezione e continuità, proponendo così una soluzione tecnologica e assicurativa, “ricca di servizi per la prevenzione e la protezione della casa e dei beni”. Altro settore di interesse è poi quello della salute, dove, è convinto Bardelli, “l’aspetto tecnologico potrà fornire nuove soluzioni in materia di prevenzione. Stiamo sperimentando attraverso nuove tecnologie e piattaforme evolute le prime soluzioni a supporto del cliente. Uno degli importanti risultati raggiunti è la partnership che Generali Welion, la società di servizi dedicata, ha siglato con la start-up Amicomed: quest’ultima attraverso una piattaforma digitale che monitora lo stato di ipertensione fornisce consigli utili al cliente per tentare di migliorare lo stile di vita”.

LA CENTRALITÀ DEL TOCCO UMANO

Per quanto utili, i dispositivi connessi restano un semplice strumento: serve una mano dietro che li manovra, nella visione di Generali, per trasformarli in servizi a valore aggiunto. Il tocco umano resterà dunque centrale nel modello di business del gruppo assicurativo. “La nostra strategia si basa su cinque pilastri, il primo dei quali è dato dalla consulenza di valore”, ha precisato Bardelli. “Sfruttando le potenzialità della tecnologia – ha chiosato – pensiamo di poter potenziare la forza della nostra rete distributiva per intercettare nella maniera più corretta i bisogni dei nostri clienti”.

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