L’OPEN INSURANCE GUARDA AGLI ECOSISTEMI

Il modello mutuato dall’open banking mette a sistema l’innovazione tecnologica delle start up con le competenze delle compagnie, per offrire al cliente servizi integrati e a valore aggiunto, specialmente nei settori abitazione e salute

29/04/2019
👤Autore: Maria Moro Review numero: 63 Pagina: 43
L’open insurance riscuote interesse presso le compagnie come possibilità di allargare i canali di relazione con i consumatori. Nata sul modello dell’open banking (con la differenza dell’obbligo previsto dalla Psd2 per le banche di condividere i dati dei clienti) l’open insurance offre l’opportunità di allargare la propria offerta di prodotti e servizi veicolandola su nuovi canali propri o di altri player. La collaborazione con le start up può rappresentare un’opportunità sia per quanto riguarda i processi di supporto, sia per la proposta all’utente finale.
Per Francesco Zaini, partner di G2 Startups, l’open insurance può avvalersi di alcune aree di innovazione molto rilevanti: la strumentazione dei canali, la digitalizzazione dell’offerta e la contestualizzazione, cioè la capacità di essere presenti nel momento in cui si evidenziano le potenziali esigenze del cliente, un aspetto che include sia l’instant insurance che il pay per use. Queste tre aree collaborano con una quarta, l’integrazione dei servizi, che porta ad abilitare le partnership e a concretizzarle sia sul fronte dell’offerta, sia di mitigazione del rischio o in fase di gestione del sinistro.
“La logica è mettere al centro i bisogni del cliente, individuare un ambito tematico e creare un ecosistema che includa tutto quanto di interesse lo riguardi”, ha spiegato Zaini. Il ruolo di G2 Startups è quello di essere un acceleratore di business, che aiuta da un lato le start up a svilupparsi e, dall’altro, gli incumbent ad attivare soluzioni tecnologiche innovative, per poi farli incontrare su progetti affini alla rispettiva offerta. 

PUNTARE ALLE AREE DI INTERESSE DEL CLIENTE

In particolare, i due mondi indagati da G2 Startups sono la casa e la salute. 
Il concetto di ecosistema adottato prende in considerazione tutto il “ciclo di vita” dell’abitazione e vede la possibilità di integrare una serie di prestazioni o prodotti offerti online con una parallela proposta assicurativa che punta alla protezione e alla prevenzione del rischio per ogni fase di vita dell’abitazione. Ad esempio, la fase di acquisto richiede l’accesso a servizi informativi; il momento della ristrutturazione o dell’arredo sono correlati ad aspetti finanziari e assicurativi che includono i servizi di smarthome; la fase di gestione dell’abitazione richiede un supporto finanziario e servizi a valore aggiunto non finanziari; infine, la fase di messa in vendita o in affitto, con servizi legati alla transazione.
Nell’ambito salute, G2 Startups ha attivato una call4innovation per individuare progetti nelle aree dell’active ageing, del remote care e quello dell’ambient assisted living con l’obiettivo di unire in collaborazione i servizi assicurativi con quelli bancari e un’ampia gamma di prestazioni a valore aggiunto. La società ha poi individuato quattro modelli emergenti di integrazione a cui possono essere associati progetti di start up: il market fitting sul target Ageing, il service improvement da attivare alla sottoscrizione di un contratto, il post event improvement, o il new model approach.

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