LE AZIENDE E IL RISCHIO

Tra minacce nuove, emergenti e tradizionali, piccole, medie e grandi imprese si sono confrontate con il settore assicurativo e con la distribuzione al convegno organizzato da Insurance Connect. L’evento ha cercato anche di mettere a sistema la cultura, l’informazione e la formazione per trovare possibili soluzioni

30/09/2014
👤Autore: Redazione Review numero: 17 Pagina: 28 - 29
La maggior parte delle aziende italiane ha un approccio ancora poco maturo e, se non fosse pericoloso, si potrebbe dire quasi ingenuo. Di fronte ai rischi di ogni tipo (nuovi, emergenti e tradizionali), l’attenzione è poca. 
Esistono le eccellenze, ovvero le grandi aziende e multinazionali, ma rappresentano appena lo 0,1% di tutto il tessuto industriale italiano. Il resto sono Pmi e piccolissime aziende. 
Catastrofi naturali, interruzione di attività, perdita di dati sensibili non si evitano con la fortuna: serve un piano strutturato di gestione dei rischi aziendali, che contempli anche polizze assicurative adeguate. E soprattutto tanta cultura, informazione e formazione. 



Il convegno organizzato a Milano da Insurance Connect, intitolato Le aziende e il rischio – Minacce emergenti e soluzioni possibili ha cercato di analizzare proprio questi fattori, dando spunti, squadernando problemi, facendo confrontare tra loro i componenti di quello che dovrebbe essere un sistema, in cui però non passa la comunicazione. 

L’evento è stato patrocinato da Regione Lombardia, Provincia di Milano, Asseprim, Ania, Anra, Cineas e Ugari.

Tre tavole rotonde, moderate da Maria Rosa Alaggio, direttore delle testate di Insurance Connect, hanno analizzato tutti gli aspetti dei rischi aziendali, cercando di capire cosa rende oggi i rischi più complessi e difficili da affrontare. 





Dal punto di vista dei risk manager è emerso come, oggi più che mai, sia richiesta una strutturata analisi di impatto dei danni, un approccio coordinato e razionale. È urgente quindi esaltare la sensibilità sui rischi non sempre assicurabili: rischi di processo, compliance, comunicazione, reputation. A tutto questo si somma la necessità di avere una visione globale, anche perché le micro aziende sono impegnate su scenari internazionali. 

In questo contesto, bisogna capire quale sia la capacità dei broker di incontrare le esigenze delle aziende. Tra queste, quella di tutelarsi dal rischio cyber, di cui si fa un gran parlare, ma che poi nei fatti non trova mercato maturo. Eppure, questa minaccia è connaturata alla diffusione delle tecnologie: il rischio informatico è all’ordine del giorno e senza confini. 




A intervallare i dibattiti, case study su approfondimenti specifici, curati da Coface, Dual e Belfor su rischio di credito e insolvenza, responsabilità degli amministratori e dirigenti (D&O) e il momento del sinistro. 





A chiusura della giornata, spazio a una delle questioni essenziali: la riscrittura dei contratti assicurativi, sentita come una necessità da molti player. L’impressione è che ci sia ancora molto da fare nella comprensione delle necessità specifiche, soprattutto per quanto riguarda le Pmi. 




Sul sito www.insurancetrade.it è possibile trovare una serie di video che documentano tutti gli eventi della giornata.



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