POLIZZE, QUANTA SEMPLICITÀ C’È NELL’OFFERTA

Processi digitali, servizi adeguati e davvero utili, più chiara individuazione del target market: basta questo per rafforzare la fiducia dei clienti nel settore assicurativo? In un dibattito tra Daniela Mariani di Ivass e l’avvocato Maurizio Hazan, si è discusso su quanto il mercato sia effettivamente allineato alle best practice

13/07/2020
👤Autore: Fabrizio Aurilia Review numero: 76 Pagina: 24
Spesso affrontare il tema della semplicità è in realtà molto complesso. Nel settore assicurativo, dove la normativa ha il duplice scopo di proteggere il consumatore ma anche creare le condizioni migliori per un mercato efficiente, gli aspetti regolamentari contraddicono molte volte la spinta alla semplificazione.
Se n’è discusso durante un momento della sessione plenaria dell’Innovation Summit di Insurance Connect, grazie ai contributi portati al dibattito dall’avvocato Maurizio Hazan, dello studio legale Taurini-Hazan, e da Daniela Mariani, capo della divisione Vigilanza prodotti del servizio Vigilanza condotta di mercato di Ivass
Il confronto, tramesso in diretta streaming, è stato moderato da Maria Rosa Alaggio, direttore delle testate di Insurance Connect, nell’ambito di un momento intitolato proprio L’offerta assicurativa e il paradigma della semplicità


Maurizio Hazan, avvocato dello studio legale Taurini-Hazan

LA MODERNIZZAZIONE DEI SERVIZI

Digitalizzazione dei processi, semplificazione dei contratti (fondamentale per dare fiducia agli assicurati), revisione dei prodotti, maggiore targhettizzazione dei clienti: sono questi i punti fermi secondo Ivass per coniugare offerta, regole e semplicità. Ma il mercato è effettivamente allineato a queste best practice? 
Analizzando i trend di offerta delle polizze, secondo quanto spiega Mariani, sembra evidente che le imprese puntino a “modernizzare e semplificare soprattutto i processi dell’offerta di servizi post vendita”. Negli ultimi anni, la copertura è diventata anche una serie di servizi accessori, che tanto accessori ormai non lo sono più: “molto importanti – ha continuato l’esponente di Ivass – sono i servizi aggiuntivi di assistenza contenuti nei prodotti, mentre sempre più frequentemente, nel settore motor, le coperture abbracciano una molteplicità di veicoli, anche quelli in condivisione”. Vale a dire che sempre di più le compagnie tendono a coprire non solo il mezzo di trasporto (l’auto, la moto, la bicicletta) ma il concetto stesso di mobilità. 



NON DEROGARE ALLA SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA

Ma non è tutto così semplice e lineare. Secondo l’avvocato Hazan esiste uno “iato tra la semplicità dichiarata dal mercato e il modo in cui sono ancora scritti i contratti”. Si tratta di “problemi molto seri”, ha argomentato il giurista, soprattutto in un tempo in cui la comunicazione ha bisogno di una particolare cura. “È sempre più evidente – ha detto Hazan – come l’assicurazione stia riacquistando in questi anni una funzione sociale che contrasta però con l’idea falsata che l’obbligo assicurativo sia in realtà solo una tassa”, per cui i cittadini difficilmente riescono a vedere nei premi che pagano positive ricadute concrete sulla collettività. È la stessa Eiopa, d’altra parte, a ricordare al mercato assicurativo di tenere conto della sostenibilità del sistema, richiamando al principio cardine dell’assicurazione, cioè la mutualità: anche nel periodo di emergenza che stiamo vivendo. 


Daniela Mariani, capo della divisione Vigilanza prodotti del servizio Vigilanza condotta di mercato di Ivass

L’EQUILIBRIO TRA TUTELA E BUSINESS

Riprendendo le considerazioni di Hazan, Mariani ha voluto quindi sottolineare come il settore sia stato un buon “sostenitore sociale durate l’emergenza Covid-19”. Si tratta però di completare l’offerta assicurativa ed essere sempre più chiari e coerenti, anche nella comunicazione digitale. La tecnologia ricopre un ruolo sempre più importante, ha ricordato Ivass, basti pensare all’aumento di coperture temporanee e dalla sottoscrizione immediata: “nel settore viaggi, il ricorso all’instant insurance sta aumentando”, ha fatto notare Mariani. 
Questo è un “argomento centrale” secondo Hazan che è più volte tornato sul tema della distribuzione: “è essenziale – ha chiosato – dare il prodotto solo dove serve, soprattutto nei processi di vendita a distanza”. Ecco perché il principio di proporzionalità, tra presidio della tutela del cliente e canale utilizzato per vendere i prodotti, dev’essere la guida anche per il lavoro del regolatore.

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