DALLE STATISTICHE ALLA PROTEZIONE

Anche se più ottimiste che in passato, le piccole imprese continuano ad assicurarsi poco: i prodotti danno una risposta ancora insufficiente alla domanda di sicurezza. Per questo motivo, spiega Vittorio Scala, i Lloyd's hanno istituito una commissione permanente che si occupa di raccogliere dati sugli emerging risk per sviluppare nuove soluzioni assicurative

25/08/2015
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 26 Pagina: 37
Trasformare l’assicurazione da costo a strumento di sviluppo. Un obiettivo verso cui assicuratori e intermediari sono costantemente chiamati a operare in questa delicata fase di ripresa economica, dove una poco accorta gestione dei rischi può risultare fatale per la sopravvivenza di una piccola impresa. Secondo Vittorio Scala, country manager e rappresentante generale dei Lloyd’s in Italia, occorre partire dal buon sentiment del mercato. 
Scala cita i dati emersi da un recente sondaggio realizzato a livello globale da Hiscox (membro dei Lloyd’s) su un campione di piccole aziende, in cui la percentuale di risposte ottimistiche ha superato il 50%. “La dinamica – osserva Scala – è guidata, non a caso, dalle start up: far nascere un’azienda in un periodo difficile rende gli imprenditori caratterialmente più forti”. A fronte di dati positivi, però, la ricerca evidenzia soprattutto aspetti su cui riflettere. Il principale rischio non assicurato è il credito, (coperto solo dalla metà degli imprenditori) seguito dal cyber risk. “Solo il 36% degli intervistati si è detto soddisfatto delle soluzioni assicurative già acquistate, mentre il 28% ha confermato di limitarsi ad acquistare solo le coperture indispensabili. Purtroppo – ammette Scala – i piccoli imprenditori ancora non vedono nell’assicurazione uno strumento di protezione sufficientemente efficace”. 


COSTRUIRE FIDUCIA NELL'ASSICURAZIONE

Uno dei compiti del mondo assicurativo è dunque quello di offrire prodotti capaci di costruire quella fiducia di cui le aziende avvertono la necessità. Questa è la ragione che nel 2007 ha spinto i Lloyd’s a istituire un proprio Emerging risk group (Erg) interno: “una commissione permanente – spiega Scala – che si occupa di studiare e analizzare solo ed esclusivamente i rischi emergenti”. Non si tratta di ipotizzare niente di troppo futuribile: i rischi monitorati dai Lloyd’s esistono già. “Si tratta di tutti quelli che oggi intravediamo ma che per gli assicuratori sono totalmente sconosciuti, a causa della mancanza di dati o di statistiche. La commissione permanente promuove lo sviluppo di coperture – spiega Scala – che riescano a prevedere ripercussioni che potrebbero venire a galla 20 o 30 anni dopo l’avvenuto sinistro”. L’analisi dell’Emerging risk group è ad ampio raggio, e segue le complesse dinamiche portate dalla globalizzazione, che sta rendendo i rischi sempre più interconnessi. I dati e le statistiche raccolte da Erg serviranno a mettere sul mercato prodotti assicurativi per coprire le nuove ripercussioni di rischi sempre più complessi, come quello informatico. “A differenza degli altri rischi emergenti, il cyber risk è sistematico: non va a toccare solo una data azienda ma – conclude Scala – tutta l’economia a livello mondiale”. 

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