QUANDO IL RISCHIO E' DA FORMULA UNO

Un risk management innovativo, quello dell'autodromo di Monza, che con l'aiuto del broker ha eliminato le coperture superflue e ridefinito quelle necessarie, ottimizzando così efficienza e costi. A raccontarlo, il procuratore dell'impianto che, in qualità di vice presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria, parla anche delle possibili aree di sviluppo per le PMI

31/08/2015
👤Autore: Laura Servidio Review numero: 26 Pagina: 42 - 43
Un esempio di come, in Italia, la gestione dei rischi sia ben strutturata nelle grandi aziende, è quello dell’Autodromo di Monza. Fiore all’occhiello del nostro Paese, l’impianto annovera 30 milioni di fatturato, 50 dipendenti diretti e un indotto di oltre 1500 persone a evento: una realtà grande e complessa, dove la gestione dei rischi ha richiesto una rivisitazione delle coperture assicurative, in ottica di efficienza. 
Durante l’intervista condotta nel corso del convegno da Maria Rosa Alaggio, direttore di Insurance Review, Francesco Ferri, procuratore dell’Autodromo di Monza e vice presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria, ha evidenziato quanto il piano assicurativo sia importante nel rilancio dell’impianto. “Dopo aver affidato a un broker l’analisi di rischio e convenienza – ha dichiarato Ferri – abbiamo individuato le principali aree da salvaguardare, che vanno dalla sicurezza dei piloti, degli operatori in pista e dell’impianto, alle responsabilità degli amministratori fino alle coperture vita, Rc medica e Rc auto”. 

La principale esigenza dell’autodromo era l’ottimizzazione e il risparmio. “L’analisi effettuata ha rilevato un quadro assicurativo frazionato, poco adeguato alle esigenze e scarsamente orientato ai rischi, che ci ha consentito di eliminare le polizze vecchie, costose e inutili, adottando la logica del risparmio nelle tematiche più semplici.
Nei rischi più complessi e nelle aree specifiche, come nella D&O – ha spiegato Ferri – dopo un esame oggettivo, finalizzato a trovare l’adeguata copertura del rischio, abbiamo operato un confronto su tutto il mercato, che ci ha consentito di raggiungere un equilibrio tra esigenza di copertura e risparmio, con un’efficienza media, rispetto ai costi del 2014, del 20%”. 





IL RUOLO DEL BROKER, CONTINUATIVO E PROATTIVO

A giocare un ruolo chiave nella rivisitazione del piano assicurativo è stata la figura del broker, il cui apporto consulenziale ha consentito all’ente di ampliare la propria visione. “Quello che ci ha favorevolmente colpito – ha confermato Ferri – è il rapporto continuativo che abbiamo mantenuto con l’intermediario, il cui atteggiamento proattivo ci ha supportato anche nell’attività di aggiornamento delle polizze: attualmente, stiamo effettuando una perizia di tutti i nostri impianti da cui potrà scaturire un’ulteriore importante revisione delle nostre posizioni assicurative; senza la consulenza di questa importantissima figura, non saremmo mai venuti a conoscenza di tanti tipi di coperture”. 


LA NUOVA FRONTIERA PER LE PMI

Se l’autodromo rappresenta un esempio virtuoso nella gestione dei rischi, molto diversa è la situazione nelle piccole aziende, come lo stesso Ferri, nella sua veste di imprenditore e di rappresentante delle giovani imprese, conferma. “Le piccole e medie imprese hanno un approccio ancora vecchio stampo al mondo delle assicurazioni. Come titolare di una società di consulenza, che si occupa di passaggio generazionale, internazionalizzazione e sviluppo di tecnologia Google per le imprese, noto, nella relazione con gli imprenditori, che la tematica assicurativa non è ancora vista come priorità, soprattutto nella copertura D&O che, nonostante oggi dovrebbe essere la prassi, non è ancora così diffusa”. 
Viceversa, l’aspetto interessante che, secondo Ferri, sta emergendo riguarda la necessità di assicurare il patrimonio personale a fronte delle tante responsabilità che gravano su amministratori e dirigenti e del passaggio generazionale. “Se fino a oggi il rischio del patrimonio personale non era avvertito – ha concluso il vice presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria – ora è sempre più sentita l’esigenza di fare una corretta analisi del rischio personale, ricorrendo a strumenti assicurativi che consentano di separare il patrimonio personale da quello aziendale: questa è la frontiera per le Pmi in tema di gestione del rischio”.


I GIOVANI IMPRENDITORI A SUPPORTO DELLA CRESCITA

Il 2015 è iniziato con segnali interessanti sul fronte occupazione, Pil e fiducia del cittadino, ma la ripresa è ancora allo 0,9%. “Non possiamo accontentarci di una crescita da prefisso telefonico – ha sottolineato Francesco Ferri, vice presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria –, servono incentivi agli investimenti, semplificazione amministrativa e stimolo alla domanda interna”. 
Per agevolare il percorso di riforma e di necessario cambiamento, i giovani imprenditori di Confindustria hanno riaperto la strada al mondo della politica. “Per la prima volta, dopo anni, abbiamo invitato al recente congresso di Santa Margherita Ligure tutti i principali rappresentanti politici, per ribadire che è finita l’era dell’anti politica e del no a tutto. Siamo disponibili a collaborare su proposte concrete e pragmatiche che stimolino la crescita e operino su questioni cruciali, quali la lentezza della giustizia civile, la riforma della scuola, il supporto all’internazionalizzazione, la riduzione dell’imposizione fiscale”.

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