AGRICOLTURA, INNANZITUTTO RISK MANAGEMENT

La capacità di mappare e percepire la propria esposizione al rischio, secondo Maurizio Cappiello di Acrisure, è quello che manca oggi maggiormente alle aziende agricole nella gestione del cambiamento climatico: serve un maggior impegno nella consulenza per accompagnare le imprese del settore nella prevenzione e nella mitigazione del possibile impatto di eventi climatici estremi

AGRICOLTURA, INNANZITUTTO RISK MANAGEMENT

Non esiste forse ambito industriale che sia più esposto all’impatto del cambiamento climatico dell’agricoltura. Lo scorso anno, secondo Coldiretti, il fenomeno ha generato danni alle produzioni agricole in Italia per circa nove miliardi di euro. In futuro le cose potrebbero addirittura peggiorare, sulla scia dell’aumento di frequenza e intensità di eventi climatici estremi come forti precipitazioni, ondate di siccità e gelate tardive: si prevede che, in assenza di interventi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, la produzione agricola in certe aree mediterranee potrebbe diminuire del 16% entro il 2050. Ecco perché è importante agire ora per evitare che i rischi di oggi possano diventare le perdite di domani.
Il mercato sembra ben consapevole del rischio. L’impatto del cambiamento climatico è ormai sotto gli occhi di tutti. Eppure sono ancora poche le imprese agricole che hanno tradotto la percezione del rischio in iniziative concrete per la prevenzione, la mitigazione e infine la copertura dei danni che possono essere provocati da eventi climatici estremi. Il mercato delle polizze agricole si concentra prevalentemente fra le grandi aziende del Nord Italia: tutto il resto del territorio è pressoché in balia del cambiamento climatico. Secondo Maurizio Cappiello, amministratore delegato di Acrisure Agricolture e Acrisure Agriservices, siamo di fronte a un problema culturale. “La percezione del rischio è sicuramente aumentata negli ultimi anni, però manca ancora quel passaggio che potrebbe consentire alle imprese del settore di adottare le misure più adeguate per gestire gli effetti del cambiamento climatico”, esordisce in questa intervista a Insurance Review. “Dal nostro punto di vista – prosegue – alle aziende agricole manca ancora una chiara percezione di quella che è la loro esposizione al rischio e, di conseguenza, dell’impatto che un simile fenomeno può avere sulla loro attività: è proprio su questo che noi, come broker, ci proponiamo di lavorare nei prossimi anni”.

UN POLO PER LE POLIZZE AGRICOLE

Acrisure Italia punta forte sulle polizze agricole. Nel 2022 ha rilevato le attività di Premium e Demetra, broker assicurativi specializzati proprio nell’assicurazione per le aziende agricole, e lo scorso marzo ha annunciato il rebranding delle due società, ribattezzate appunto Acrisure Agricolture e Acrisure Agriservices. La strategia di business è quindi culminata nella creazione di un polo a Roma completamente dedicato al settore delle polizze agricole. “Abbiamo circa 4.000 clienti e, secondo le proiezioni, dovremmo chiudere il 2025 con una raccolta premi di oltre 70 milioni di euro”, illustra Cappiello. “Sono numeri importanti, paragonabili – aggiunge – a quelli messi a bilancio dalle prime compagnie assicurative del settore in Italia”. L’offerta prevede polizze tradizionali, così come soluzioni più elaborate quali prodotti multirischio e coperture per le catastrofi naturali.
Il business può inoltre contare sul contributo che arriva da Acrisure Re, la società di riassicurazione del broker. “È un aspetto fondamentale della nostra attività, vista tutta l’importanza che ricopre la riassicurazione nella copertura dei rischi agricoli”, dice Cappiello. “Penso – prosegue – che sia uno tratti più distintivi della nostra offerta: non tutti gli operatori del settore possono contare su un simile supporto”.

Maurizio Cappiello, amministratore delegato di Acrisure Agricolture e Acrisure Agriservices
© Valeria Beltrami

STRUMENTI PER LA MAPPATURA DEL RISCHIO

Per crescere ulteriormente in questo settore, come detto, servirà adesso uno sforzo in più per porsi realmente come un consulente delle imprese agricole. E, in particolare, servirà la capacità di offrire alle aziende del settore una più chiara percezione della loro esposizione al rischio, che possa consentire loro di istituire innanzitutto gli adeguati presidi di sicurezza e poi, in seconda battuta, di procedere alla stipula di coperture assicurative. In pratica, il broker deve diventare sempre più un risk manager. “Vogliamo che i nostri professionisti siano al fianco delle imprese per fornire loro le indicazioni di cui hanno bisogno per gestire e prevenire gli effetti del cambiamento climatico”, dice Cappiello. E per farlo, sarà fondamentale anche il contributo che potrà arrivare dalle nuove tecnologie.
Cappiello, a tal proposito, rivela che la società sta sviluppando un sistema di mappatura e monitoraggio che, sfruttando strumenti di intelligenza artificiale e immagini satellitari, possa dare alle imprese una visione più chiara della propria esposizione al rischio. “Crediamo che un simile modello possa contribuire a quello scatto culturale indispensabile per far comprendere alle imprese agricole che non sta cambiando soltanto il clima, ma anche la loro esposizione al rischio”, illustra il manager.

VERSO IL RINNOVAMENTO DELL’OFFERTA 

È da qui, secondo Cappiello, che bisogna partire per giungere a un modello efficace di mitigazione e gestione del rischio. “Anche le compagnie assicurative, in uno scenario di mercato in cui le serie storiche sono diventate rapidamente obsolete, fanno fatica a definire un’offerta adeguata per imprese agricole che non hanno adottato le misure minime di sicurezza e protezione. Senza interventi di questo genere – aggiunge – il mercato è destinato a un sostanziale innalzamento dei premi assicurativi e, di conseguenza, a uno scenario di antiselezione”.
Solo allora, quando si saranno create le giuste condizioni per lo sviluppo del mercato, si potrà pensare al rinnovamento dell’offerta. “Negli ultimi anni si è parlato moltissimo di polizze parametriche, però credo che ci vorrà ancora del tempo prima che simili soluzioni possano trovare un’ampia diffusione nel mercato”, commenta Cappiello. “In ogni caso, è un cambiamento che prima o poi arriverà, e noi – conclude – vogliamo farci trovare pronti: stiamo investendo moltissimo in questo ambito e siamo vicini alla presentazione di una nostra polizza parametrica per l’agricoltura”.


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