INSIEME CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Diffondere consapevolezza sui rischi ambientali, proponendo soluzioni in grado di prevenire questo genere di minacce: è questo l'obiettivo di Derris, progetto europeo che, nella città - pilota di Torino, ha unito gli sforzi di pubblica amministrazione, assicurazioni e pmi

INSIEME CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO hp_stnd_img
👤Autore: Giacomo Corvi Review numero: 46 Pagina: 36
La lotta al cambiamento climatico è una battaglia su più fronti. C’è quello della mitigazione, reso famoso dagli incontri e dai vertici internazionali in cui i leader mondiali si impegnano (a volte solo a parole) a ridurre l’inquinamento e contenere l’aumento della temperatura globale. E c’è quello dell’adattamento, con cui si intendono tutte quelle attività volte a ridurre l’impatto del cambiamento climatico sulle nostre vite.
Spesso lontana dai riflettori dei mass media, la sfida dell’adattamento si gioca in maniera graduale e costante, attraverso accordi e intese che puntano a fornire strumenti utili per far fronte all’emergere dei rischi ambientali. È il caso del progetto Derris, programma finanziato dalla Commissione Europea e promosso, in via sperimentale, nella città di Torino: si tratta di un esempio unico, a livello comunitario, di collaborazione fra pubblica amministrazione, assicurazioni e Pmi. “Il progetto si inserisce in un più ampio dibattito che sta avvenendo fra le istituzioni europee”, spiega Marjorie Breyton, addetta all’ufficio sostenibilità del gruppo Unipol e project manager di Derris. “La Commissione Ue – aggiunge – ha voluto coinvolgere nel progetto anche le assicurazioni, affinché mettessero a disposizione di tutti le competenze tecniche che hanno in materia”.


ANCORA POCA CONSAPEVOLEZZA

L’obiettivo del progetto Derris, sigla dietro cui si nasconde la locuzione Disaster risk reduction insurance, è duplice. “Da un lato – spiega Breyton – accrescere la consapevolezza delle Pmi sui rischi ambientali e, dall’altro, fornire strumenti e conoscenze per affrontare queste minacce”.
A leggere la statistiche internazionali, quello della consapevolezza sembrerebbe quasi un passaggio scontato. “Nel 2014 – osserva Elisabetta Ferlini, direttore di Cineas – gli eventi climatici estremi sono entrati, per la prima volta, nella classifica Global risks report del World Economic Forum: quest’anno hanno addirittura il triste primato di questa graduatoria”. Tanta consapevolezza che, tuttavia, non trova riscontro fra le Pmi in Italia. “La percezione del rischio – aggiunge Ferlini – è scarsissima: quando presente, si limita ai risvolti economici di questo tipo di eventi”. Il ruolo di Cineas è stato proprio quello di incrementare la consapevolezza sul tema, trasferendo competenze specifiche a pubblica amministrazione e Pmi. “Abbiamo istruito 60 persone in dieci diversi eventi formativi, fornendo anche strumenti pratici per gestire questo genere di rischi”. 





COINVOLGERE LE PMI

Una volta aumentata la consapevolezza delle aziende, il passo successivo era coinvolgere le Pmi nel progetto. “Abbiamo individuato sei aree della città – spiega Aldo Blandino, responsabile tecnico dell’area Ambiente del Comune di Torino – e raccolto, al loro interno, 32 manifestazioni di interesse”. Le aziende selezionate sono state così accompagnate, attraverso un percorso di formazione e due sopralluoghi in azienda, all’interno del progetto. “L’obiettivo – spiega Breyton - era guidare le aziende nel selezionare azioni per migliorare infrastrutture e procedure, al fine di meglio prevenire questi rischi e di gestire le emergenze quando si presentano”. Le imprese hanno prima compilato un test di autovalutazione su sette diversi rischi ambientali (alluvione, precipitazioni intense, vento, fulminazione, grandine, ondate di caldo o di gelo, frane) e, successivamente, sono state chiamate a redigere un piano di azione in caso di emergenza. 


OTTIMI RISULTATI

Il progetto a Torino, avviato nell’ottobre del 2016, si è concluso soltanto lo scorso aprile. E i risultati raggiunti, a detta dei promotori, possono essere considerati più che soddisfacenti. “Già 28 aziende hanno completato il percorso formativo, arrivando a redigere il piano d’azione”, commenta Breyton. “Alcune imprese – aggiunge Blandino – sono andate addirittura oltre le nostre richieste, fornendo un’analisi delle tempistiche di intervento e una prima stima dei costi”. Un’esperienza che rimarrà, quasi come un’eredità, per il futuro della città. “Il progetto Derris si inserisce in un percorso già avviato dall’amministrazione comunale di Torino, come il patto dei sindaci e altre iniziative”, osserva Blandino, che poi aggiunge: “l’esperienza di Derris resterà nel cuore della città, con i piani d’azione elaborati per far fronte alle emergenze ambientali”.


ESPORTARE IL MODELLO

Il prossimo traguardo, nei piani del progetto, è quello di estendere l’iniziativa anche ad altre città italiane. Ed è in quest’ottica che si spiega il coinvolgimento nel piano dell’Anci e del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, due associazioni che potranno contribuire alla diffusione del modello sul territorio. Un territorio che, leggendo alcune statistiche, sembra avere estrema necessità di strumenti utili a prevenire il rischio ambientale: l’88% dei comuni italiani si trova in aree a elevato rischio idrologico, ponendo seri dubbi sulla sicurezza dei sette milioni di cittadini italiani che vivono in quelle zone.
“L’obiettivo del progetto – sottolinea Breyton – è quello di accompagnare complessivamente 200 aziende nella redazione di un piano d’azione”. Un traguardo sicuramente ambizioso ma che, a detta di Breyton, non sembra impossibile da raggiungere. A patto, tuttavia, che tutti facciano la propria parte. “Abbiamo bisogno – conclude Breyton – del supporto concreto della pubblica amministrazione, per coinvolgere le aziende del territorio e diffondere maggiormente la cultura del rischio: è necessario lavorare insieme”.  

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