IL NUOVO PARADIGMA DELLA MOBILITÀ

In uno scenario in cui anche la tradizionale auto di proprietà potrebbe presto lasciare spazio a nuovi modelli di possesso e utilizzo, il mercato assicurativo si interroga su come poter accompagnare la sempre più rapida evoluzione del business motor: compagnie e intermediari devono farsi trovare pronti

IL NUOVO PARADIGMA DELLA MOBILITÀ
L'auto resterà centrale anche nel paradigma della mobilità del futuro. È inevitabile che andrà così, visto che, come ha affermato Sergio Savaresi, direttore del dipartimento di elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano, le quattro ruote soddisfano ancora “il 70-80% dell’attuale bisogno di mobilità”. È però molto probabile che nei prossimi anni assisteremo a un’evoluzione dei tradizionali modelli di possesso e utilizzo delle vetture. “È un sistema che è ormai giunto al limite, con troppe auto che sono utilizzate troppo poco”, ha osservato Savaresi nelle battute iniziali di una tavola rotonda dedicata proprio al futuro della mobilità.
La svolta, secondo l’esperto, arriverà con lo sviluppo delle auto a guida autonoma di livello 4, ossia auto in grado davvero di guidarsi da sole in determinate condizioni di percorso. “La rivoluzione arriverà, anche se ancora molti non la vedono, e probabilmente si paleserà prima di quanto possiamo aspettarci: tutto ciò – ha detto Savaresi – potrebbe diventare realtà nel giro dei prossimi vent’anni”. E allora è ben farsi trovare pronti. Anche perché il nuovo paradigma della mobilità toccherà tutto e tutti. Anche il settore assicurativo. “Saranno necessarie coperture per chi sviluppa e certifica i sistemi di guida autonoma, così come polizze informatiche per gestire il rischio che veicoli connessi e altamente tecnologici si porteranno inevitabilmente con sé”.

UNA SOCIETÀ POCO PREPARATA

Di fronte a uno scenario in così rapida evoluzione, fatto anche di micromobilità urbana ed elettrificazione dei veicoli, viene naturale chiedersi se la società nel suo complesso sia preparata a una simile novità. Per Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confcommercio Mobilità e Federmotorizzazione, la risposta è scontata. “Il mercato non è pronto”, ha subito tagliato corto. “Basta leggere i numeri per capire che è un’assurdità il divieto per l’immatricolazione dei veicoli endotermici che è stato disposto dalla Commissione Europea a partire dal 2035: è una misura – ha detto – che non è in linea con i tempi”.
Secondo Buongiardino, “il comportamento deve essere la conseguenza di una scelta politica premiante, non punitiva”. E lo stesso vale oggi per la salvaguardia e la promozione della sicurezza stradale. “Bisogna muoversi in un’ottica di prevenzione, informazione e prevenzione”, ha commentato. “Noi – ha quindi aggiunto – stiamo lavorando moltissimo sul valore di rispettare il codice della strada e sulla promozione di uno stile di guida virtuoso, anche attraverso incontri e iniziative con le scuole”. Anche perché, a ben vedere, l’evoluzione  del paradigma della mobilità è in pieno svolgimento. Basta osservare la diffusione che, per esempio, hanno avuto negli ultimi anni alcuni mezzi di micromobilità urbana come i monopattini elettrici. “Pure in questo caso non si è prestata la dovuta attenzione all’impatto, anche in termini di rischi, di una simile novità”, ha osservato.


LE OPPORTUNITÀ PER LE ASSICURAZIONI

Moltissimo già oggi può essere fatto per rinnovare il tradizionale modello di business dell’Rc auto e, per esempio, favorire la prevenzione e la mitigazione del rischio. “La causa principale degli incidenti stradali resta la distrazione, oggi sempre più diffusa con la diffusione degli smartphone”, ha affermato Giuseppe Barbati, deputy chairman e managing director di Acrisure Italia. “È per questo motivo – ha proseguito – che, nonostante tutte le misure adottate per migliorare la sicurezza delle vetture, l’andamento dei sinistri non è calato come sarebbe stato lecito attendersi”. Forse, ha aggiunto, “è arrivato il momento di iniziare a prendere in considerazione anche elementi di questo genere”. 
Molto altro ancora potrebbe invece essere fatto per rivedere un momento cruciale del business assicurativo come il pricing. Barbati, a questo riguardo, si è concentrato soprattutto sull’uso dei dati raccolti con la scatola nera. “Tutti stanno utilizzando questi dati per le analisi sul comportamento al volante del cliente, però credo che moltissimo potrebbe essere ancora fatto per definire una tariffa davvero in linea con il suo stile di guida”, ha commentato. “Capisco che possa essere difficile convincere un attuario ad abbandonare serie storiche e modelli tradizionali per abbracciare nuove fonti di informazioni, però sono convinto che questo – ha aggiunto – possa favorire un cambio di passo per arrivare a premi legati realmente al profilo di rischio”.

UN’OFFERTA IN RAPIDA EVOLUZIONE

L’evoluzione della mobilità deve dunque essere accompagnata da una contestuale evoluzione dell’offerta. Lo ha ben capito un colosso del settore come Unipol Assicurazioni che, dopo essere stato pioniere del settore grazie alle black box, ha sviluppato negli ultimi anni un ecosistema della mobilità che, oltre alle tradizionali polizze assicurative, prevede anche servizi di telepedaggio e di noleggio auto a lungo termine. “Siamo del tutto immersi nell’evoluzione del settore, testando le potenzialità di una tecnologia che, a conti fatti, sta solo muovendo i primi passi”, ha osservato Filippo Della Casa, chief innovation officer del gruppo assicurativo e amministratore delegato di Leithà.
In futuro l’evoluzione dell’offerta potrebbe essere ancora più marcato. “Il nuovo piano industriale punta molto sull’integrazione delle diverse attività e sul risultato di business che è in grado di generare”, ha commentato Della Casa. È in quest’ottica che va letta la decisione della società di lanciare a breve un nuovo servizio, già battezzato Smart Move, che di fatto combina telepedaggio e telematica per abilitare l’accesso a soluzioni inedite per il cliente. “È un servizio che sfrutta e capitalizza l’esperienza che abbiamo maturato in questi due ambiti di business, anche nel settore del telepedaggio, dove in pochi anni siamo riusciti a distribuire più di due milioni di prodotti”, ha osservato Della Casa. “La soluzione – ha concluso – attiverà inoltre proposizioni di vendita che potranno sfruttare un altro asset fondamentale del nostro ultimo piano industriale, ossia la polizza Unica di Unipol Assicurazioni”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati

I più visti