L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA TARIFFA

Se da un lato all’assicurazione È data sempre di più una funzione sociale, dall’altro le compagnie devono fare i conti con il peso dei risarcimenti e la competizione di un mercato sempre più agguerrito: nel corso della tavola rotonda di apertura del convegno “Rc auto, tra tariffe e riduzione dei costi”, Ania, Antitrust, Consap e l’avvocato Maurizio Hazan hanno inquadrato i principali nodi da sciogliere per poter ridurre i prezzi

29/12/2013
👤Autore: Beniamino Musto Review numero: 10 Pagina: 30 - 32
Quello che sta per concludersi è un anno di grande importanza per definire i nuovi assetti dell’Rc auto. Con un obiettivo su tutti: garantire tariffe più accessibili ai consumatori. Come e fino a che punto si è centrato questo traguardo? E cosa hanno fatto le compagnie per intervenire nelle proprie aree di inefficienza, più volte evidenziate dagli organismi di controllo? 

Ha preso il via da questi interrogativi la prima tavola rotonda del convegno Rc auto, tra tariffe e riduzione dei costi – moderato da Maria Rosa Alaggio, direttore di Insurance Review – che ha avuto come protagonisti Vittorio Verdone, direttore centrale dell’Ania, Giuseppe Galasso, direttore credito concorrenza dell’Antitrust, Renzo Baffi, responsabile della direzione Fondi di garanzia di Consap, e l’avvocato Maurizio Hazan, dello studio legale Taurini & Hazan. 


PREMI APPESANTITI DA SPECULAZIONI E COSTO DEI RISARCIMENTI

Per affrontare con cognizione di causa l’argomento occorre inquadrare lo scenario attuale: è Vittorio Verdone a illustrare l’andamento tecnico del comparto Rc auto nel primo semestre 2012. Sulla scia del crollo della vendita di auto nuove, la raccolta premi è diminuita dello 0,5%, ma è calato anche il premio medio: -5,6%. “I prezzi si stanno riducendo – spiega Verdone – ma ciò avviene per via di aspetti congiunturali, legati alla crisi: meno circolazione di vetture, meno incidenti, meno sinistri da risarcire”. Tuttavia, il loss ratio su generazione corrente risulta in lieve miglioramento: Verdone inquadra questo dato in un contesto più ampio, attraverso quella che lui chiama l’Archeologia dei premi Rc auto. “La liberalizzazione, iniziata nel ’94, arrivò in un momento in cui le tariffe erano gravemente insufficienti rispetto al fabbisogno tecnico delle compagnie”. All’epoca la raccolta era pari a otto miliardi di euro, e l’ammontare dei costi per sinistri e spese a 10 miliardi. Questo gap è stato recuperato solo nel corso degli anni: “la raccolta è aumentata, del 102%, a fronte di spese salite dell’80,3% sul lungo periodo”. Occorre dunque  verificare le eventuali aree su cui si potrebbe intervenire per diminuire i prezzi. “Prendendo in esame il premio medio del 2012, pari a 558 euro – spiega Verdone – abbiamo scomposto il costo industriale: gli oneri fiscali pesano per 113 euro, mentre il costo dei sinistri è di 330 euro; questa cifra è a sua volta suddivisa in 226 euro per il costo dei sinistri con danni alla persona, e 104 euro per il costo dei sinistri materiali”. 



Nella foto: Maria Rosa Alaggio, Vittorio Verdone e Maurizio Hazan


I problemi che gravano sulle tariffe sono rappresentati dai danni alla persona, e dall’altro da frodi e speculazione: i primi rappresentano il 68,5% del costo dei risarcimenti. Quanto alle speculazioni, la statistica campionaria Ania sulle cause civili sul totale ramo Rc Auto (al 31-12-2011) evidenzia, ad esempio, che in regioni come la Campania il totale delle cause civili con conciliatore o giudice di pace è di 146.660 (su 239 mila sinistri gestiti): il 61,3% del totale. Questo problema, dunque, è “strettamente collegato ai comportamenti del tessuto sociale”, osserva Verdone. Quanto invece ai canali distributivi, il direttore centrale dell’Ania sostiene che “è un fattore indifferente ai prezzi che, al contrario, evolvono in base ad andamenti strutturali”. Ma a pesare sulle tariffe sono anche i tanti (troppi) veicoli non assicurati e le cosiddette auto pirata, le cui vittime vengono risarcite attraverso il Fondo di garanzia vittime della strada, gestito da Consap. Renzo Baffi ha riferito i numeri relativi a questo strumento, che “nel 2012 ha gestito 57 mila sinistri erogando risarcimenti per 400 milioni di euro”. Secondo Baffi, il problema dei risarcimenti potrebbe essere migliorato in sede contrattuale, perché “il legislatore accolla a tutti gli assicurati anche risarcimenti che potrebbero essere non coperti da Rc obbligatoria. “Non credo sia opportuno – spiega Baffi – che il Fondo debba risarcire anche danni materiali di modesto importo, ad esempio dell’ordine di 500 o 1000 euro”. 


RIVEDERE IL FUNZIONAMENTO DELLA STANZA DI COMPENSAZIONE

Inquadrando il tema dalla prospettiva della concorrenza, Giuseppe Galasso cita l’ultima indagine conoscitiva dell’Antitrust sulle tariffe Rc auto (periodo 2007/2012) grazie a cui sono stati forniti al legislatore “spunti che potrebbero favorire anche la concorrenza”. Galasso cita il funzionamento della stanza di compensazione. “Abbiamo verificato – osserva – che le modalità che determinano il forfait favoriscono comportamenti talvolta non virtuosi”. L’Ivass, rivela Galasso, sta lavorando all’individuazione di criteri più efficienti per la determinazione del forfait, “ad esempio stabilendo un tetto che ne determini l’ammontare, basandosi sul costo storico del tipo di sinistro occorso”. Un sistema che dovrebbe consentire di “premiare le imprese più efficienti e punire quelle che liquidano con maggiore disinvoltura”. Questo però non è sufficiente. Secondo il rappresentante dell’Antitrust, sarebbero ancora troppi gli elementi “che non determinano un livello di sufficiente concorrenza”, tra cui “l’eccessiva dispersione di prezzi”, che secondo Galasso è determinata da diversi motivi: “da una parte abbiamo un problema di trasparenza tariffaria, risolvibile attraverso interventi in ambito normativo e regolamentare: il contratto base è un primo passo”. Dall’altra parte c’è la distribuzione: “su questo punto – ricorda Galasso – abbiamo recentemente avviato un’istruttoria volta a verificare sia gli ostacoli che ancora esistono nelle relazioni contrattuali, sia gli elementi che non consentono la diffusione di modelli di plurimandato”. 




Nella foto: Renzo Baffi

L'IMPOSSIBILITA' DI DETERMINARE UNA TARIFFA GIUSTA

“Qual è la tariffa giusta?”. Maurizio Hazan parte da questa domanda per provare a dare un’interpretazione delle novità in campo legislativo. Secondo l’avvocato si rischia una “deriva legislativa, in nome di una libera concorrenza che sembra quasi un ossimoro rispetto ad alcuni interventi del legislatore: si liberalizza, ma si introduce il contratto base e si parla di tariffe che devono abbassarsi entro alcuni limiti”. Tutti invocano una riduzione dei premi: Governi, consumatori, associazioni, “senza però capire oltre quale limite si debba andare”. Hazan poi afferma di non essere del tutto in accordo con Verdone sul fatto che la distribuzione abbia un impatto neutro sulle tariffe. “Le nuove indicazioni normative ci stanno dicendo che siamo in un mercato digitale – sottolinea l’avvocato – per cui l’assicurazione Rca deve semplificarsi nell’ottica di una digitalizzazione anche della distribuzione”. In questo senso, “l’home insurance è un primo spunto”, ma non lo è “il contratto base che, al contrario, toglie spazio alla fantasia dell’impresa”. La percezione di Hazan è che ci si stia appiattendo su un confronto competitivo sul solo prezzo, “con servizi assolutamente standardizzati”, mentre un recupero dell’intermediazione “è possibile solo attraverso la qualità dell’erogazione di alcuni servizi aggiuntivi”. Ma le radici del problema tariffe sono più in profondità, perché “è sempre più attribuita una funzione sociale allo strumento dell’assicurazione, che è in mano a dei soggetti privati (le compagnie) che devono legittimamente fare degli utili”. Il tema del costo è consequenziale: “se le compagnie dovranno farsi carico di maggiori incombenze di tipo sociale – conclude Hazan – non è presumibile immaginare che i premi possano diminuire”.




Nella foto: Giuseppe Galasso

LE AZIONI PROPOSTE DALL'ANIA

Nel corso della tavola rotonda, il direttore centrale dell’Ania, Vittorio Verdone, ha presentato alcune proposte che l’associazione suggerisce in ottica di riduzione dei costi. Il primo punto riguarda un miglioramento della disciplina del danno alla persona, in particolare per le lesioni gravi e i danni da lesione del rapporto parentale (morte). Viene poi chiesta una modifica alla procedura d’offerta di risarcimento arrivando a quello in forma specifica, con termini più ampi per la perizia dei veicoli; la decadenza del diritto in caso di richiesta di risarcimento tardiva, l’esclusione della prova testimoniale in caso di tardiva indicazione di testimoni, e il divieto di cessione del credito al risarcimento senza il consenso del debitore ceduto (compagnia), oltre a termini più ampi per la trattazione dei  sinistri sospetti. L’Ania chiede che le polizze con scatola nera a offerta libera prevedano sconti di premio, ma con minori costi a carico delle imprese, e che vi sia la valorizzazione dei risultati dei dispositivi telematici in sede di giudizio. Infine, è chiesto un rafforzamento dell’attività antifrode dell’Ivass.

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