ANTIRICICLAGGIO: IL PUNTO A FINE ANNO

In uno scenario che vede segnalazioni sospette provenienti dal settore finanziario per reati fiscali, fallimentari, usura e corruzione, i recenti provvedimenti normativi adottati dal nostro legislatore, e dalle autorità di vigilanza del settore, puntano alla ridefinizione di modalità operative, obblighi e responsabilità. Con la richiesta di revisione dell’attuale sistema sanzionatorio

31/12/2013
Come molti ricorderanno, il Rapporto Italia 2012 dell’Eurispes evidenziava con preoccupazione la presenza di un fatturato criminale stimato pari a oltre 200 miliardi di euro l’anno. La tendenza è confermata nel Rapporto Italia 2013: per fronteggiare la crisi e la contrazione del credito, un italiano su quattro si è rivolto a un Compro Oro o ha venduto on line beni di valore; la perdita del potere d’acquisto è una realtà per sette italiani su 10, ne è testimonianza la crescita del ricorso al credito al consumo (+5% in un anno). 

Parallelamente, continua a crescere il rischio usura: il numero di coloro che hanno chiesto un prestito in denaro a privati estranei alla cerchia dei propri amici e familiari è passato dal 6,3% al 14,4%, dati che, per i fenomeni sommersi, sono fisiologicamente sempre inferiori rispetto al reale. 
Dal Rapporto Agromafie 2013 di Eurispes e Coldiretti si rileva come il volume d’affari complessivo dei crimini agroalimentari in Italia sia salito a circa 14 miliardi di euro nel 2013. L’agricoltura, l’alimentare e la ristorazione sono aree di investimento strategiche per la malavita poiché permettono un’infiltrazione capillare nella società, condizionandone i consumi in termini economici e salutistici.
Il riciclaggio dei proventi criminali rappresenta per la criminalità una vera e propria esigenza per ricollocare somme liquide talmente ingenti da spostare gli equilibri delle normali dinamiche di mercato.

Dal Rapporto Annuale 2012 dell’Unità di Informazione finanziaria si evince come dal 1997, anno di avvio del relativo obbligo, sono pervenute circa 250 mila segnalazioni sospette, di cui 67.047 nel solo 2012 (+36,6% rispetto al 2011) e l’andamento del primo trimestre del 2013, fa presupporre che la tendenza si manterrà su livelli molto sostenuti. 
Del totale segnalazioni rilevate nel 2012, 64.485 provengono dagli intermediari finanziari e dagli altri soggetti esercenti attività finanziaria (categorie che comprendono le imprese di assicurazione, gli agenti e i broker assicurativi). In merito alla distribuzione per classi di operatori, le banche e Poste Italiane pesano per il 91%, mentre è in diminuzione la percentuale di segnalazioni trasmesse dagli intermediari finanziari (6,9%) e risulta costante l’incidenza minima delle segnalazioni inviate dalle imprese assicurative (0,5%) e degli altri segnalanti (1,6%). I fattori più segnalati riguardano i reati fiscali, fallimentari, l’usura e la corruzione.
È in questo contesto che si inseriscono i più recenti provvedimenti normativi adottati dal nostro legislatore e dalle autorità di vigilanza del settore. Vediamoli.


QUARTA DIRETTIVA, RESPONSABILIZZAZIONE DEGLI OPERATORI

Un particolare impegno è anzitutto richiesto dalle iniziative collegate alla proposta di quarta direttiva antiriciclaggio adottata dalla Commissione Europea nel febbraio 2013 e dal recepimento delle Raccomandazioni del Financial action task force (Fatf). 
Più nello specifico, la quarta direttiva mira a garantire una efficace ed effettiva attuazione del principio di proporzionalità e dell’approccio basato sul rischio, in base al quale i destinatari possono graduare l’intensità degli obblighi di adeguata verifica della clientela, in coerenza con la propria natura, dimensioni, articolazione organizzativa e l’attività svolta. In un approccio di forte responsabilizzazione degli operatori, la Commissione, rilevata l’eccessiva permissività delle vigenti disposizioni in materia di obblighi semplificati di adeguata verifica, ha optato per un loro inasprimento senza consentire più specifiche e aprioristiche esenzioni ma, al contrario, trasferendo sui soggetti destinatari la scelta (e dunque la responsabilità) circa i casi e le modalità di applicazione dell’obbligo semplificato di adeguata verifica e fissando solo i fattori minimi da prendere in considerazione nel processo di valutazione.
Il Fatf ha poi richiamato l’utilità delle proprie Raccomandazioni nella lotta contro la corruzione e l’importanza di creare un ambiente in cui sia più difficile che questo fenomeno si sviluppi o resti impunito, fornendo una serie di indicatori utili a individuare comportamenti sospetti quando si instaura una relazione economica con una persona politicamente esposta, ossia quei soggetti che, per il proprio ruolo, sono potenzialmente più esposti al rischio di riciclaggio, corruzione o concussione. 


ADEGUATA VERIFICA DELLA CLIENTELA

Tra gli interventi nazionali di maggior rilievo, sono allo studio l’ipotesi di disciplina penale dell’autoriciclaggio e la proposta di revisione dell’attuale sistema sanzionatorio. 
Con riferimento ai destinatari degli obblighi antiriciclaggio, si ricorda che recentemente le società fiduciarie controllate da una banca o da un intermediario finanziario, oppure aventi la forma di società per azioni e un capitale non inferiore a 240 mila euro sono state inserite fra gli intermediari finanziari di primo livello. 
Ad aprile, Banca d’Italia ha emanato due provvedimenti, d’intesa con Consob e Ivass, entrambi in vigore dal primo gennaio 2014.
Il primo, riguardante l’adeguata verifica della clientela, fornisce indicazioni per la valutazione del rischio di riciclaggio in relazione al cliente e al rapporto od operazione e prevede un’estensione del regime della due diligence rafforzata anche in caso di operatività con Pep domestici, in linea con le nuove Raccomandazioni del Fatf sopracitate.
Il secondo, dedicato alla tenuta dell’Archivio unico informatico (Aui), tra le altre misure va a precisare le definizioni di cliente, esecutore e titolare effettivo e rivede i criteri di registrazione.
Per completare il quadro, si attende ora l’emanazione da parte dell’Ivass del regolamento sulle modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica della clientela per le imprese e gli intermediari di assicurazione, la cui fase di pubblica consultazione si è chiusa il 22 luglio.

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