LA GESTIONE DEI RISCHI TRANSNAZIONALI

I programmi assicurativi multinazionali possono aiutare le aziende che operano in Paesi diversi a gestire la molteciplità e varietà dei rischi cui sono esposte

31/07/2013
👤Autore: Bruno Giuffré Review numero: 6 Pagina: 10 - 13
In epoca di globalizzazione, la spinta delle imprese ad approvvigionarsi di beni e servizi e a fornire i propri beni e servizi in una pluralità di mercati  comporta una corrispondente espansione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività: espansione derivante, tra l’altro, dall’applicazione di sistemi giuridici diversi e da comportamenti degli enti regolatori non omogenei e comunque differenti da quelli del Paese d’origine.



Di converso, anche gli assicuratori, che per la loro organizzazione e capacità di sottoscrizione potrebbero coprire un rischio a livello globale stipulando un’unica polizza, incontrano dei limiti a farlo in quei Paesi dove l’attività assicurativa è sottoposta ad autorizzazione da parte dell’autorità locale. In ogni caso, poi, lo svolgimento dell’attività assicurativa impone la rigorosa aderenza da parte delle compagnie alle normative nazionali, a cominciare da quelle in materia di tassazione dei premi.
Infine, la gestione del sinistro, ove questo si verifichi, richiede all’impresa e al suo assicuratore l’impiego di risorse tecniche e, spesso, legali che abbiano familiarità con il contesto economico-sociale e giuridico in cui il sinistro si è verificato.
La conciliazione delle differenti esigenze di coerenza a livello globale e di conoscenza e rispetto della dimensione locale viene raggiunta attraverso programmi assicurativi multinazionali, che vedono la combinazione ottimale di: polizze locali, una polizza master e, eventualmente, una financial interest cover (vedi box), per un costo complessivo determinato unitariamente a livello di gruppo e ritenuto complessivamente ragionevole.

LE POLIZZE ASSICURATIVE LOCALI

Le polizze locali sono normalmente emesse da assicuratori autorizzati nel Paese in cui è situato il rischio, in favore della filiale locale dell’impresa multinazionale interessata, sono formulate nella lingua di quel Paese (o, tutt’al più, in inglese) e sono soggette all’applicazione della legge nazionale di quest’ultimo. Il risk manager della filiale ha quindi a disposizione uno strumento con il quale ha piena familiarità e si trova anche fisicamente vicino al suo assicuratore.

L’ASSICURAZIONE DEI RISCHI SITUATI ALL’ESTERO

Ove la legge in cui è situato l’interesse da garantire consenta l’assicurazione da parte di compagnie non autorizzate localmente (cosiddette non admitted insurance), si valuterà in alternativa la possibilità di non stipulare una polizza locale, ma invece di coprire quell’interesse esclusivamente mediante la polizza master stipulata in un altro Paese (solitamente quello dove ha sede la capogruppo). Questa soluzione presenta evidenti vantaggi di omogeneità della copertura nei vari Paesi e di economicità, in quanto esonera, in linea di massima, dal pagamento delle imposte locali sui premi, ma proprio per questa ragione richiede un’accurata due diligence, in quanto può esporre al pericolo che l’ente regolatore locale tenti di ridefinirne l’ambito, al fine di attrarla nella sfera di applicazione della legislazione nazionale ed applicare imposte e sanzioni.
Per fare un esempio, recentemente, l’autorità fiscale indiana ha sostenuto questa tesi in relazione all’indennizzo di un sinistro verificatosi in India in favore della controllante tedesca di una società indiana, avendo reperito la prova documentale che quest’ultima fosse in effetti la beneficiaria ultima dell’indennizzo.
In un altro caso, l’ente regolatore dello Stato di New York ha ritenuto che anche solo l’utilizzo di un broker locale fosse sufficiente a far perdere l’esenzione che spetta negli Stati Uniti agli assicuratori non-admitted.

IL RUOLO DELLA POLIZZA MASTER


La master policy ha dunque la duplice funzione di assicurare direttamente gli interessi situati in Paesi in cui anche alle compagnie non autorizzate è consentito l’esercizio dell’attività assicurativa e di fornire una copertura che va a integrare e il più delle volte ampliare quella offerta dalle polizze locali, così da rendere omogenea la copertura dei rischi nei vari Stati in cui l’impresa è presente e opera (in inglese si parla di wrap-around cover, cioè di copertura che avvolge e contiene tutti i rischi da assicurare).
La master policy funziona pertanto come polizza a primo rischio per gli interessi assicurati direttamente, nel Paese dove ha sede la contraente o altrove, e come polizza a secondo rischio o in eccesso rispetto alle polizze locali.



LA GARANZIA DI UN MASSIMALE AGGIUNTIVO


A tale ultimo scopo, la master policy contiene alcune disposizioni destinate a regolare precisamente l’interazione tra le polizze locali a primo rischio e la master policy medesima.
La prima è la clausola difference in limits (o d.i.l.) con cui, per l’appunto, viene garantito un massimale assicurativo in eccesso rispetto a quello fornito dalla polizza locale, che, quindi, opera come franchigia rispetto alla garanzia fornita dalla polizza master. Per effetto dell’operare congiunto delle due polizze, pertanto, l’impresa godrà sostanzialmente di una copertura unitaria in base alle due polizze, per un importo pari al massimale della master.

L’AMPLIAMENTO DELL’AMBITO DELLA COPERTURA


Con la clausola difference in conditions (o d.i.c.), invece, la master policy completa la polizza locale non più dal punto di vista quantitativo del massimale, ma da quello dell’oggetto della copertura, ovvero della determinazione del rischio assicurato. Questa clausola solitamente non descrive analiticamente gli elementi integrativi dell’oggetto della copertura, ma prevede in via generale che qualora la copertura offerta dalla master policy risulti più estesa di quella della o delle polizze locali, anche per queste ultime valgano le condizioni più estese della polizza master. Si tratta dunque di una disposizione di chiusura, che ha la funzione di rendere omogenee le coperture offerte dalla polizza locale e dalla polizza master, uniformandole al livello più alto o più esteso della seconda.
Nel caso opposto, in cui le condizioni dei contratti locali sono più estese di quelle della polizza master, scatta invece la copertura di congruenza (o “reverse d.i.c.”)  in base alla quale tali condizioni più estese si applicano alla polizza master, limitatamente alle filiali assicurate in base ai contratti locali. Solitamente è escluso espressamente che questa disposizione operi con riferimento ai massimali, ai limiti territoriali e temporali di copertura, alle garanzie speciali per cui siano previsti dei sottolimiti, a particolari tipologie di rischi.

ESAURIMENTO E INTEGRAZIONE DEL MASSIMALE

La clausola drop down stabilisce che qualora il massimale della polizza locale sia parzialmente o integralmente eroso per effetto del pagamento di indennizzi, la garanzia fornita dalla polizza master intervenga per coprire la parte del sinistro che supera il massimale della polizza locale ridotto per effetto del pagamento dell’indennizzo, o a primo rischio, qualora tale massimale sia esaurito. Anche in questo caso è evidente la funzione della master policy di colmare le lacune che si vengano a determinare nella copertura della polizza locale.





QUANDO IL DANNO È FINANZIARIO

Il naturale completamento del programma assicurativo multinazionale può essere costituito dalla copertura dell’interesse finanziario (financial interest cover). Il presupposto giuridico in questo caso è che in un determinato Paese non sia concesso di prestare copertura all’assicuratore non autorizzato, con la conseguenza che la polizza master può risultare illegittima nella misura in cui si applica a quel Paese, con i relativi rischi di sanzioni per l’assicuratore, per gli intermediari e in qualche caso anche per l’assicurato. L’ulteriore presupposto, in questo caso fattuale, è che la capogruppo abbia comunque un interesse economico-finanziario e strategico allo stato di salute del suo business locale e sia di converso impattata da eventi negativi che possono colpirlo. È questo l’interesse che viene protetto con questo particolare tipo di copertura che, quindi, ha la funzione di indennizzare la capogruppo dall’effetto negativo indiretto dell’evento che abbia colpito la sua filiale.
Non sfugge la difficoltà di determinare l’entità del danno all’interesse finanziario della capogruppo. Di solito, tale interesse corrisponde all’indennizzo che la filiale avrebbe ricevuto se fosse stata assicurata localmente né, d’altra parte, l’assicuratore sarebbe mai disposto a riconoscere un indennizzo superiore all’entità del danno che si è concretamente realizzato.
Così, questa copertura, inclusa di frequente nella polizza master, è prevista in favore della contraente capogruppo e con espressa esclusione della filiale locale e stabilisce i criteri per il calcolo dell’interesse finanziario e dell’indennizzo rapportando il primo e il secondo al risarcimento che la filiale avrebbe ottenuto se fosse stata (legittimamente) coperta dalla polizza master. Si tratta, in sostanza, di una copertura virtuale di gruppo, che equivale in ultima analisi alla copertura desiderata dall’impresa. L’eventuale trasferimento dell’indennizzo ricevuto dalla capogruppo alla filiale dovrà tuttavia essere attentamente valutato sotto il profilo legale, per evitare il rischio che l’ente regolatore o l’autorità fiscale locale considerino tale pagamento un aggiramento del divieto di svolgere attività assicurativa da parte di soggetti non autorizzati e lo sanzionino di conseguenza.

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