AGENTE, UN PERCORSO AL FEMMINILE

Dalla tesi in agraria all’entrata nell’esecutivo nazionale di Sna, passando per il fallimento di una compagnia e per la partecipazione al primo esperimento di aggregazione fra colleghi che dispongono di mandati diversi: un cammino che testimonia la possibilità, anche per una donna, di farsi strada in un mondo prevalentemente maschile come l’intermediazione assicurativa

23/09/2020
Sono agente di assicurazioni da 36 anni, da quando ho sostenuto e superato l’esame per l’iscrizione all’albo nel lontano 1985. Sono nata e vissuta a Vercelli, patria della coltivazione di riso e terra di imprenditori agricoli. 
È stato proprio questo mondo, di cui ho sempre respirato l’aria, a spingermi a frequentare, dopo il diploma al liceo scientifico, il corso di laurea con indirizzo economico della facoltà di Agraria di Torino. La tesi era in diritto agrario e riguardava l’incidenza dei costi assicurativi nelle aziende risicole: proprio questo elaborato, arrivato alla direzione generale di una importante compagnia, mi ha fatto muovere i primi passi nel mondo delle assicurazioni e rilevare l’agenzia di un collega in quiescenza sulla piazza di Vercelli.
Sono partita come agente monomandatario per la compagnia Tirrena Spa. La drammatica esperienza per la liquidazione del gruppo mi ha fatto realizzare che i clienti erano più fedeli a me che al simbolo impresso sui contrassegni e sulle quietanze in scadenza. Per questo motivo, con un gruppo di colleghi in linea con il mio pensiero, decisi di impormi con le compagnie e di ottenere un rapporto in regime 4: il fantastico mondo del plurimandato. 

A CAPO DI GALASSIA

Da quel momento, con quel gruppo che ancora oggi rappresenta per me un punto di forza e di riferimento, l’indipendenza nei confronti di partner e compagnie, unita all’assoluta attenzione per i bisogni dei clienti, è diventata il mio credo”.
Dal 1997 al 2003 ho fatto parte della giunta esecutiva del Gant, lo storico gruppo agenti di Tirrena, in cui mi sono occupata di prodotti e rapporti con la compagnia. Da qui si è aperta una porta per un’esperienza veramente innovativa, da cui ho avuto modo di imparare moltissimo: la costituzione di Galassia, network di servizi assicurativi, primo esperimento in assoluto di aggregazione tra colleghi che dispongono di mandati con compagnie diverse. Sono stata tra i soci fondatori della società e successivamente, dal 2010 al 2016, ho ricoperto il ruolo di presidente. 

PIÙ PREPARATE, PRECISE E TENACI

Il mondo degli intermediari assicurativi è composto prevalentemente da uomini. La mia esperienza mi spinge a sostenere che il rapporto con loro è sempre stato di rispetto, riconoscimento e, ancora oggi, grande stima nei miei confronti. Sono arrivata però a questo punto per gradi, applicandomi con molto impegno nella formazione sui vari temi assicurativi: dagli aspetti giuridici a quelli fiscali, passando per quelli gestionali e informatici, fino a quelli commerciali e relazionali con i funzionari delle compagnie e con il mondo degli intermediari uomini.
Anche se sembrerà banale, è innegabile che, per poter svolgere qualsiasi tipo di attività a fianco di collega maschio (o anche in competizione con lui), è necessario essere più preparate, precise e tenaci. Una donna deve essere preparata sulla sostanza, adattabile, empatica e soprattutto abile a cogliere ogni sfumatura per poter raggiungere l’obiettivo. Insomma, un Carneade mediatore con, possibilmente, un bell’aspetto.

UN CONFRONTO SODDISFACENTE

In ogni caso, posso senza dubbio sostenere di aver lavorato (e di lavorare oggi) fianco a fianco con il mondo maschile in maniera assolutamente soddisfacente. Anzi, per certi versi, anche in maniera persino più appagante rispetto al mondo femminile, soprattutto quando subentra una maggiore conoscenza. Da loro ho imparato molto: dalla concentrazione alla risoluzione di un aspetto alla volta nelle trattative, fino alla capacità di sintesi in questioni di varia natura.
Penso inoltre che la soddisfazione sia reciproca. La prova mi arriva dal costante tentativo dei miei colleghi di coinvolgermi nelle trattative, negli incontri importanti, e oggi anche dall’invito a far parte del massimo organismo della nostra rappresentanza: l’esecutivo nazionale di Sna. Certamente il lavoro di una donna nel mondo delle professioni è sicuramente più complicato e difficile, soprattutto se, oltre a questo, si hanno una famiglia e dei figli da gestire. Questo aspetto penso però che richieda solo una buona capacità di organizzazione: può addirittura diventare anche un elemento positivo, perché permette di collocare l’attività professionale al giusto posto, sicuramente coinvolgente, ma con un occhio di riguardo rivolto altrove e quindi più risolutivo e conclusivo delle problematiche che si possano presentare.
 
FORMAZIONE E LAVORO DI SQUADRA

Da come mi rappresento, immagino si possa intuire che la professione che svolgo sia rivolta a un’attività che non ha nulla di amministrativo o contabile, anche se quello è stato in maniera imprescindibile il mio inizio. Penso che non si possa credere di svolgere alcun tipo di professione se prima non si conosce l’abc del mestiere, che non si possa trasferire ad alcun collaboratore un concetto se prima non si è in grado di governarlo e metterlo in pratica autonomamente. È proprio seguendo questa filosofia che oggi il mio ufficio è composto da uno staff non molto numeroso, ma in grado di gestire e risolvere sia gli aspetti amministrativi che quegli assuntivi, almeno per la grande maggioranza dei casi. E, come si dice in questi casi, squadra vincente non si cambia.

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