DIALOGO SULL’ ASSICURAZIONE PER LE CALAMITÀ NATURALI

L’attivazione di un sistema privato di coperture dagli eventi naturali avversi è da anni tema di confronto del settore e della politica. Convinti della necessità di questa soluzione, i periti di Aipai partecipano al tavolo di lavoro promosso da Cineas, a cui daranno il proprio contributo molti attori dell’ambito assicurativo

DIALOGO SULL’ ASSICURAZIONE PER LE CALAMITÀ NATURALI hp_stnd_img
Da più di 30 anni in Italia si parla di copertura assicurativa per i danni da calamità naturali, si valuta se la forma possa essere quella di obbligatorietà, semi-obbligatorietà, o altro, ci si continua a confrontare con le esperienze e i traguardi raggiunti da altri Paesi. E non si è mai arrivati a una conclusione.
Era la fine degli anni ‘80 quando fui avvicinato dall’allora senatore Cesare Golfari (emiliano, ma lecchese di adozione, già presidente della Regione Lombardia dal 1974 al 1979, deceduto circa 25 anni orsono), uno dei primi portatori di questo progetto a livello nazionale, che mi chiese informazioni sull’argomento sapendo che operavo nel settore peritale quale associato Aipai.
Cesare Golfari sensibilizzò il sistema politico su questo tema e (come altri politici di valore che si sono successivamente occupati della questione) si scontrò con lo stralcio, all’ultimo momento, dei vari progetti. Ciò, negli anni, è avvenuto per vari motivi e, ultimamente, perché il modesto costo di questa possibilità di copertura assicurativa viene considerato (con un errore di concetto macroscopico) una tassa aggiuntiva per la popolazione.
La chiave della questione è l’interesse del cittadino e l’importante valenza sociale che la diffusione della copertura assicurativa da calamità naturali avrebbe anche in termini di assistenza. Forse, nelle analisi e nei progetti impostati in passato, tale aspetto non è stato sufficientemente messo a fuoco ed evidenziato. E il messaggio si è così disperso, senza possibilità di raggiungere in modo efficace e convincente i diretti interessati: la popolazione.

TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA, UN ESEMPIO POSITIVO

La mia convinzione è che il problema, per trovare uno sbocco concreto, debba essere affrontato attraverso due canali:
• lo studio approfondito e attento sui vantaggi sociali che il mondo assicurativo può dare anche per l’assistenza alle persone nel momento del vero bisogno, a maggior ragione in questo momento storico, con la pandemia che nell’ultimo anno ha sconvolto – e tuttora sconvolge – la vita di tutti, nel mondo e nel nostro Paese;
• una comunicazione diretta ed efficace.
Il tutto, mettendo in evidenza il triplice interesse del cittadino: la copertura dei beni primari (quali la casa); un minor carico fiscale, nel momento in cui la contribuzione per le calamità naturali non colpirebbe più il carico di imposte, cui ognuno di noi è soggetto, per finanziare gli interventi statali e il costo della polizza dovrebbe essere fiscalmente detraibile dal reddito delle famiglie; e soprattutto il fatto che le tempistiche di sostegno e di liquidazione dei danni sarebbero ben diverse rispetto a quelle che caratterizzano l’intervento pubblico.
L’esempio del terremoto in Emilia Romagna ha dimostrato come il sistema assicurativo italiano abbia ben affrontato e risolto la problematica di importanti sinistri a seguito del grave sisma del maggio 2012 liquidando circa il 90% degli indennizzi entro la fine dello stesso anno. Si trattava di coperture assicurative riferite per lo più al settore della media e grande industria, quindi di danni complessi e indennizzi importanti. Il sistema ha dimostrato capacità di organizzazione, tempestività di intervento, volontà di gestione efficace ed equa, con piena soddisfazione degli assicurati, i quali si accorsero, a volte con stupore, che la copertura assicurativa terremoto (che in Emilia era stata sottoscritta come l’ultima e più remota possibilità di danno) si era dimostrata provvidenziale e assolutamente valida in termini di sostegno ricevuto e copertura finanziaria dell’emergenza e dei costi per i ripristini. Il sistema assicurativo italiano ha quindi dato dimostrazione di capacità ed efficienza, in un test prova molto significativo, e la categoria peritale italiana ha a sua volta dimostrato notevoli capacità in termini di competenza, efficienza e capillare distribuzione. Come del resto aveva saputo dimostrare anche durante i precedenti eventi calamitosi di Osimo nel 2006 e dell’Aquila nel 2009, in collaborazione con la Protezione Civile.
Aipai (Associazione italiana periti assicurativi incendio e rischi diversi, socio fondatore di Cineas) nel corso degli anni si è sempre interessata all’argomento. In particolare, nel 2020, è stato svolto un lavoro di approfondimento e contatto anche con le istituzioni che ha trovato un importante momento di condivisione durante il confronto del 20 luglio 2020 con l’allora ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, il quale ha dimostrato particolare interesse a questa tematica.

LA PROPOSTA DI LEGGE ROSTAN ALLA BASE DEI LAVORI

Oggi prende forma un progetto operativo mirato allo studio e all’approfondimento della tematica, in una direzione di comunicazione realmente operativa e aperta: Cineas (consorzio universitario in ingegneria nelle assicurazioni, ente senza scopo di lucro e con un profilo di assoluta terzietà), con l’importante contributo di tutti gli interlocutori del mondo assicurativo, ha promosso e organizzato un importante tavolo di lavoro, che si occuperà – in un’ottica di ricerca e formazione – della tematica inerente le calamità naturali e le pandemie. Coordinatore del tavolo è l’ingegner Sergio Ginocchietti (noto dirigente del mondo delle compagnie di assicurazione).
Il tavolo recentemente costituitosi rappresenta tutti gli stakeholder del sistema, fra cui in particolare: il consorzio che ne ha il patrocinio (Cineas, nella persona del presidente Massimo Michaud), le compagnie assicuratrici, i consumatori, gli intermediari, la categoria peritale, riconosciuta come parte fondamentale del progetto, i risk manager, Ania, le realtà operative specializzate che orbitano nel settore.
Questa compagine è il nocciolo che si occuperà di delineare i primi passi di una più ampia attività in cui saranno coinvolti altri interlocutori.
Durante la riunione di avvio del progetto, si è condiviso che la finalità primaria è quella di dare un contributo concreto alla messa in sicurezza del territorio (popolazione e tessuto industriale), alla prevenzione dei rischi naturali e sanitari, all’evoluzione del mercato assicurativo, nonché alla discussione in corso sulla possibile introduzione – finalmente anche in Italia - di un provvedimento legislativo in materia.

I componenti del nucleo operativo hanno concordato di mettere in comune studi e competenze su questi temi (eventualmente anche con il contributo di quanto già sviluppato da altri enti e istituti). Ciascun componente avrà l’importante compito di studiare e approfondire aspetti specifici della problematica, condividendo periodicamente con il tavolo lo stato avanzamento lavori. Gli approfondimenti del tavolo partiranno dalla proposta di Legge Rostan, dal titolo “Istituzione del programma nazionale per la copertura assicurativa da calamità naturali a edifici privati”, da rielaborare e ampliare per giungere in tempi brevi a uno studio preliminare, da allargare poi a una compagine più ampia, attraverso una comunicazione incisiva che renda il tavolo interlocutore qualificato, credibile e ascoltato. 
I capisaldi da seguire nell’impostazione del lavoro saranno velocità, concretezza, condivisione, comunicazione realmente incisiva verso l’esterno.
È certamente un lavoro ambizioso e importante, che avrà un risultato se – dal tavolo per ora ristretto – si arriverà a un tavolo allargato che porterà alla piena comprensione e condivisione del progetto da parte della cittadinanza, del mondo politico, e della società in genere.

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