CAT-NAT, LOSS PREVENTION E TRASFERIMENTO DEL RISCHIO

I supply chain manager, così come i project manager, devono inserire nelle proprie strategie di gestione del rischio anche azioni di risposta a eventi catastrofali, non necessariamente limitate alla specifica perdita materiale derivante da un sinistro. Per tutte le aziende, comprese quelle attive nei settori della logistica e delle costruzioni, risultano sempre più determinanti le politiche di risk transfer and claims management governance

24/01/2019
Nei rischi legati al supply chain management, oltre alla prevenzione o mitigazione dei rischi, occorre essere preparati alle azioni necessarie in caso di avvenimento avverso. 
Essere preparati significa aver provveduto al corretto trasferimento finanziario/assicurativo, avere un piano di comunicazione durante la gestione della crisi, avere garanzia di business continuity. 
I due terzi dei supply chain risk manager internazionali destinano la maggior parte del proprio budget in azioni volte a pianificare ed eseguire misure di loss prevention, mentre solo un terzo lo bilancia con investimenti per azioni di risposta in caso di eventi critici. Gli eventi avversi classificati come più importanti sono, nella maggior parte dei casi, i rischi di business come l’interruzione nella fornitura di materie prime. Al contrario, eventi di grande magnitudo come terremoti, alluvioni, uragani, tsunami, tempeste, eruzioni vulcaniche, che hanno sempre maggior frequenza a livello mondiale, non compaiono nella lista dei rischi più temuti. 

INTERLOCUTORI PER L’OTTIMIZZAZIONE FINANZIARIA

Per definizione non è possibile prevedere dove e come un evento catastrofale naturale potrà colpire e con quale magnitudo. È necessario conoscere perfettamente il diagramma di flusso della supply chain, determinando l’importanza di ciascun nodo e la sua vulnerabilità, anche in ordine a questa tipologia di danni, in modo da determinare a priori il potenziale impatto finanziario e gestionale. Anche nella logistica di approvvigionamento dei cantieri di costruzione e montaggio, ad esempio, si incontrano le medesime diffuse carenze nella corretta valutazione e trasferimento delle conseguenze economiche generate dall’avverarsi di questi rischi. La perdita di uno più fornitori strategici colpiti da un evento calamitoso (pensiamo a un terremoto che colpisca un intero distretto industriale) può generare pericolosi rallentamenti nel completamento dell’opera da realizzare, specialmente se di complessità e peculiarità costruttiva. 
Sarebbe utile che tutte le aziende, sia le loro imprese fornitrici, garantiscano effettivamente la propria continuità finanziaria anche in caso di sinistro e possano disporre, possibilmente al loro interno, di professionalità competenti e adeguatamente formate in grado di gestire i processi di gestione del trasferimento dei rischi e gestione degli eventi che possono, se il trasferimento è corretto, diventare sinistri. 
La conoscenza e l’integrazione della totalità dei soggetti coinvolti nel processo, inclusi i periti, assicura l’efficacia del trasferimento del rischio altrimenti lasciata, troppo spesso, al caso. La capacità di governare il processo di claims management è un tema non ancora realmente compreso o applicato dai soggetti interessati e non pienamente esplorato in ordine alle reali potenzialità di ottimizzazione finanziaria.

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