VERSO UN CAMBIAMENTO VIRTUOSO

I periti sono depositari di importanti competenze utili al mondo industriale e alle istituzioni. Ma solo in un’ottica di confronto e integrazione culturale sarà possibile trasformare la professionalità, e la capacità di seguire le evoluzioni in atto, in nuove opportunità

28/09/2020
Il lockdown dei mesi scorsi ha dato silenzio e tempo a ciascuno per pensare, riflettere, fare bilanci, formulare propositi e molto altro: un viaggio intorno all’essere.
Mi è venuto in mente un verso imparato a scuola del fante Giuseppe Ungaretti scritto nel luglio del 1918 in Francia, nel bosco di Courton, sotto l’incalzare delle truppe tedesche, che avevano sfondato il fronte: “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.
Ad altri saranno venuti in mente i salmi o le frasi dei molti filosofi che hanno riflettuto sulla condizione umana. Riflessioni e cronache.
La figura del perito assicurativo condivide le mutazioni di altre professioni per gli effetti socio economici della globalizzazione.   
Il Governo ha autorizzato solo pochi cittadini a muoversi nel Paese per svolgere le attività necessarie. Tra questi, i periti assicurativi. Molti di noi, ma non certo le nostre aziende, stanno vivendo il loro tempo supplementare tra un cupo pessimismo e un attivismo poco meditato per scarsa progettazione. Pertanto, essere definiti per decreto necessari, in base al codice di attività 6621, è un riconoscimento tangibile, rilevante e di buon auspicio.
Il lockdown ha cambiato profondamente il modo di lavorare e ha inciso nei rapporti tra le persone. Ad esempio, la video perizia e la riparazione in forma specifica che le compagnie offrivano al mercato quali soluzioni alternative alla liquidazione canonica, durante il periodo di fermo sono state richieste tout-court per necessità. I provider, mai sufficientemente definiti e definitisi con adeguata chiarezza, hanno trovato nel mercato riconoscimento e limiti.
La certificazione dei periti ai sensi della Uni 11628:2016 vive; il mercato può dar vita nova per impulso dell’utenza o di nuove norme sulla maggior chiarezza e linearità dei soggetti attivi nei processi liquidativi; la stampa dà cronaca dell’equo compenso, dell’arbitrato assicurativo, ecc., anticipando un quadro positivo per le attività professionali non regolamentate.

IL VALORE DELL’ESPERIENZA E DELLE COMPETENZE

Per quanto riguarda l’evoluzione della politica liquidativa delle compagnie nei sinistri complessi o critici, sempre più queste e gli stessi assicurati vogliono capire in diretta e in profondità la causa di un evento e la sua magnitudo. 
Le compagnie hanno individuato figure terze competenti per affiancare il perito nel determinare la causa di un evento e per fornire supporti ad alta tecnologia. I periti restano dominus del processo liquidativo in forza del mandato. Il mondo accademico ha sicuramente queste eccellenze necessarie, ma non sono né facilmente individuabili, né disponibili all’istante; né hanno competenza assicurativa, di non facile acquisizione; capacità e caratteristiche possedute invece dal perito assicurativo molto esperto. Ciò sta particolarmente a cuore anche agli assicurati tanto che cercano, anch’essi, figure esperte in grado di dialogare con le strutture aziendali per comprendere le cause dei sinistri sia al fine di evitare il loro ripetersi che per la valutazione del recupero di macchine e fabbricati per la ripresa a seguito di un evento dannoso.
L’assenza (salvo eccezioni) di polizze industriali a copertura dei danni indiretti conseguenti alla pandemia e il depauperamento già in atto non giovano al mantenimento del quadro industriale e commerciale del Paese.

MOMENTI DI CONFRONTO PER L’EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE

I periti Aipai hanno le carte in regola sia per la descrizione del processo, sia per la valutazione dei danni, qualora mercato e Stato (o solo il primo) progettassero un’azione nazionale tanto meditata quanto decisiva per mantenere in vita le aziende sane.
In recenti convegni a Roma e Lazise nel 2018, era stata valutata la possibilità di incardinare  la figura del perito assicurativo rami elementari nell’attività degli  attori del processo post-sinistro per valorizzare le sue competenze tra quelle degli industriali, Vigili del fuoco, Carabinieri, Usl, Procure della Repubblica e organi tecnici dei diversi ministeri dello Stato come ad esempio Ispra, Commissione Parlamentare Ecomafie, ecc.
Ciascuno, nel rispetto del suo ruolo e del suo mandato, potrebbe collaborare con pari dignità per la miglior comprensione dei fenomeni, come già acclarato nel famoso convegno Ania di Roma del 1995.
A Lazise erano intervenuti la senatrice Laura Puppato, relatrice di maggioranza della commissione parlamentare Ecomafie ed il loro consulente prof. Gianfranco Amendola, già Procuratore della Repubblica di Civitavecchia, che ha indagato sull’incendio dell’aeroporto di Roma Fiumicino, nonché il comandante dei Vigili del fuoco di Venezia; in tale sede era stata ribadita questa opportunità.
Le idee di questi convegni hanno contribuito a generare in Cineas l’Osservatorio sinistri, un tavolo terzo di eccellenza del mondo assicurativo e degli attori del processo post-sinistro e della valutazione dei rischi.
Come primo atto si è proseguito sul tema già abbozzato degli incendi di rifiuti, aprendo un dialogo fattivo con le associazioni industriali di settore, Ispra, Vigili del fuoco, Carabinieri e l’apprezzamento della Procura milanese, predisponendo un criterio sistematico di raccolta dei dati di sinistri passati e presenti per lo studio delle correlazioni della frequenza degli eventi con i parametri gestionali dei processi produttivi, le caratteristiche degli impianti e degli operatori, nonché gli effetti dannosi, sia in termini prettamente economici che ambientali. L’obiettivo è di predisporre protocolli utili alla liquidazione dei sinistri, alla gestione delle emergenze post-sinistro e all’individuazione delle linee guida per la valutazione dei rischi, sia entro il recinto aziendale che fuori.

DISPONIBILI AL DIALOGO

La valutazione del rischio, anche per l’evento intenzionale, troverà così maggior consapevolezza e criteri applicativi, allo stato noti solo sul piano qualitativo. Gli operatori del settore rispettosi della legge sono in seria difficoltà nel reperire coperture assicurative idonee; una grossa fetta di premi, di decine di milioni di euro, non trova collocamento, forse anche per carenza di strumenti affidabili di valutazione del rischio.   
In conclusione: le prospettive della figura del perito cambiano; si trasformeranno secondo le opportunità del mercato; se i professionisti accresceranno le proprie competenze, se ne darà prova concreta agli attori istituzionali, con cui si auspica un’integrazione culturale. I periti assicurativi no motor sono disponibili collaborare con associazioni industriali e di categoria, Accredia, Uni, commissioni tecniche   ministeriali e regionali e della Presidenza della Repubblica, Tribunali civili e penali. Il tema sarà quello dei sinistri, della progettazione dei processi post-sinistro e della valutazione dei rischi. 

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