LE SFIDE DELLA NUOVA VIGILANZA

Dal 1° gennaio 2013 è operativo l'IVASS, che dovrà inserirsi in un contesto comunitario, risolvendo al contempo, nel nostro paese, importanti questioni relative all'assetto del mercato assicurativo e a urgenti provvedimenti attuativi

28/02/2013
👤Autore: Avv. Andrea Maura Review numero: 1 Pagina: 8
L’estate scorsa il Governo uscente, nell’ambito della c.d. spending review 2 (d.l. n. 95/2012, convertito dalla legge n. 135/2012), ha determinato la soppressione dell’Isvap, alla quale, con effetto 1 gennaio 2013, è succeduto l’Ivass. 

Il neonato Istituto è presieduto dal direttore generale della Banca d’Italia il quale, unitamente ai due membri del Consiglio, nonché al Governatore e ai tre vice direttori generali dell’ex Istituto di emissione, va a comporre il Direttorio integrato.
La decisione del legislatore ha suscitato ad oggi numerose reazioni, collocandosi tra l’altro in un momento storico particolarmente delicato, sia sotto il profilo domestico, sia sotto quello comunitario e più in generale internazionale.


IN ATTESA DI UNA SERIE DI INTERVENTI REGOLAMENTARI

L’avvento dell’Ivass si colloca, infatti, in un contesto caratterizzato da un lato da importanti operazioni straordinarie (si pensi all’operazione Unipol-Fondiaria Sai) e dall’altro da numerose novità normative (si pensi alle disposizioni in materia di assicurazioni contenute nei d.l. Cresci Italia e Crescita 2.0), la cui completa implementazione richiede una serie di interventi regolamentari, alcuni dei quali rimasti “in sospeso”, poiché non portati a termine dal soppresso Isvap. 
Si pensi, a titolo di esempio, alla nota questione dei tre preventivi in materia di Rca, la cui genesi è da rinvenirsi nell’ambito del d.l. Cresci Italia, ma sulla quale è intervenuto anche il recente d.l. Crescita 2.0, nel testo approvato in sede di conversione.


LA VIGILANZA COMUNITARIA

Sul versante internazionale, l’intervento del nostro legislatore si colloca, poi, nell’ambito delle azioni poste in essere dalle autorità comunitarie sulla scia dei gravi eventi che nel 2008 hanno portato alla nota crisi economica internazionale, i cui effetti sono ancora oggi in atto e che hanno visto, tra l’altro, l’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione europea di tre nuove autorità di controllo, all’interno dell’European System of Financial Supervisors (ESFS).
Trattasi più precisamente dell’Eba (European Banking Authority), che vigila sui mercati bancari, dell’Eiopa (European Insurance and Occupational Pensions Authority), che vigila sul mercato assicurativo e dell’Esma (European Securities and Markets Authority) per la sorveglianza del mercato dei valori mobiliari.
In tal senso sarà interessante vedere come l’approccio seguito in ambito nazionale (ricordiamo che in origine la spending review prevedeva anche la soppressione della Covip, rimasta invece nel pieno delle sue funzioni) si inserirà nell’ambito di quello comunitario, nel presupposto che nei prossimi anni si assista a una sempre maggiore integrazione, anche sotto il profilo della vigilanza, dei vari Stati membri.


QUALE FUTURO PER IL RUI?

Da ultimo merita un cenno il destino del Rui e della vigilanza sui soggetti ivi iscritti, posto che entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 95/2012, le sue funzioni e competenze dovranno essere trasferite a un apposito Organismo (il pensiero va alla recente istituzione dell’Oam. in materia di intermediazione finanziaria) avente personalità giuridica di diritto privato e ordinato in forma di associazione, disciplinato con apposito regolamento, il quale sarà soggetto alla vigilanza dell’Ivass.

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