IMPLEMENTARE LA CULTURA DELLA SICUREZZA

Da una panoramica statistica sulla situazione del patrimonio costruito italiano e delle coperture assicurative emerge un tessuto ancora troppo esposto agli eventi catastrofali naturali, che aumentano per magnitudo e frequenza. I periti sono sempre disponibili a sedersi intorno a un tavolo con istituzioni, mondo accademico e mercato per portare la loro competenza maturata sul campo e il mare di dati di cui sono depositari

IMPLEMENTARE LA CULTURA DELLA SICUREZZA
Autore: Aldo Rebuffi, consigliere di Aipai Numero Review: 110 Pagina: 10-11
L’Ania ha pubblicato, aggiornato al 30 giugno 2022 con i dati disponibili, il sesto studio sui Trends incendi e cat–nat nelle abitazioni e nelle imprese, ricco di notizie e tabelle analitiche. I dati presentano la penetrazione e la diffusione delle polizze incendio per le abitazioni.
Lo studio mette in risalto diversi dati utili per comprendere il dominio dei fattori. In primis, la casa di proprietà è posseduta dall’80% dei nuclei familiari, ma solo il 50% di esse sono assicurate contro i danni dell’incendio (il 20% per polizze collegate al mutuo). 
Il 75% delle abitazioni sono esposte al rischio di catastrofi naturali, ma meno del 5% sono assicurate contro tali eventi. Con i dati disponibili, inoltre, si stima che le somme assicurate per il rischio terremoto siano pari a circa 198 miliardi di euro, per il rischio alluvione 56 miliardi e per entrambi i rischi 140 miliardi, per complessivi 394 miliardi. Quindi se un certo evento costasse 3 miliardi, esso rappresenterebbe oltre lo 0,7% di tutte le somme assicurate.
Dal punto di vista tecnico, l’estensione alle alluvioni presenta un loss ratio medio del 50,6% con valori compresi tra il 15% delle piccole imprese e il 66% delle grandi, che sono quelle più assicurate. L’estensione alla grandine, al vento e ad altri elementi naturali presenta un loss ratio medio del 127,1% con valori compresi tra il 114,4% % delle piccole imprese e il 207,2% delle grandi. Per le abitazioni il loss ratio per gli altri eventi naturali si riduce al 82,9% e al 56,1% per i condomini.

RISCHIO ALLUVIONE, ESPOSTO IL 23,3% DELLE CASE ITALIANE

Anche la Banca d’Italia con la sua pubblicazione Sulle questioni di economia e finanza: l’impatto del rischio di alluvione sulla ricchezza immobiliare in Italia (maggio 2023) utilizzando scenari Ispra e Jrc tratta il tema della vulnerabilità, e valuta il valore delle abitazioni esposte al rischio alluvioni in 991 miliardi di euro (a valori 2020) ovvero il 23,3% della ricchezza abitativa complessiva. Il modello osserva che per le sole abitazioni al piano terra, le più esposte nel caso di alluvione, la perdita attesa annua è stimata in 5,1  miliardi. 
L’analisi mostra però che considerare solo l’estensione delle aree inondabili non è sufficiente per una corretta misurazione dei rischi derivanti dai cambiamenti climatici, e le mappe di pericolosità, anche molto diverse, possono portare a misurazioni della perdita annua attesa molto simili: ciò è dovuto alla indisponibilità di dati catastali a livello di singolo edificio.
Aipai nel 2021 ha pubblicato il volume Il patrimonio costruito italiano: ingegneria strutturale in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale (Icea) dell’Università degli Studi di Padova, dove tra l’altro si elaborano i dati Istat. Il volume, tra le altre cose, evidenzia che il 40% dei fabbricati è stato costruito prima del 1960, e solo il 7% dopo il 2000.
Ciò se è utile al perito per meglio inquadrare il rischio per preesistenza e danno, deprezzamento, innovazioni, migliorie e per la descrizione e valutazione del rischio, lo sarà pure per gli assicuratori come implementazione dei fattori sopra indicati e brevemente individuati dalla stessa Banca d’Italia.

GLI EVENTI ESTREMI CONTINUANO

Il 2023 è un anno critico, segnato finora dall’alluvione di maggio in Emilia e Romagna e dalle grandinate lombardo-venete e del Friuli Venezia Giulia dello scorso luglio, con grandine oltre H6 della scala Torro.
Allo stato non sono disponibili i dati di Ania e Ispra per ridisegnare quanto sopra riferito per il 2022, che sconvolgeranno la situazione ipotizzando danni di oltre 3 miliardi per gli assicuratori.
Le grandinate abbattutesi in pochi giorni su un territorio enorme hanno provocato una esplosione di frequenza e un aumento della magnitudo dei sinistri nelle abitazioni più fragili e nei nuovi elementi costruttivi: il comprimibile cappotto termico e i pannelli fotovoltaici e solari.
I periti e gli assicuratori hanno fatto e stanno facendo di tutto per rendere ragionevoli i tempi di liquidazione dei danni consentendo agli assicurati di iniziare, tra le molte difficoltà di reperimento di materiali e imprese con prezzi speculativi inaccettabili, gli urgenti lavori di ripristino.
I periti, confermando quanto di buono hanno fatto nelle precedenti calamità a cominciare dai noti terremoti de L’Aquila e dell’Emilia (per le istituzioni il primo, e per gli assicuratori il secondo), sono sempre disponibili a sedersi intorno a un tavolo con istituzioni, mondo accademico e mercato per portare la loro competenza maturata sul campo e il mare di dati di cui sono depositari previlegiati riportati in parte nei loro report.

IL PROCESSO SCIENTIFICO PER UNA CORRETTA VALUTAZIONE

Aipai si è dotata di un centro studi per meglio razionalizzare e implementare dati e conoscenza, e per trasferire ai soci quella dei materiali, del loro comportamento, dei processi produttivi, delle ragioni dei danni diretti e indiretti con le istituzioni, le associazioni dei produttori, l’industria e il mondo accademico. È da questo ultimo mondo che condividiamo l’implementazione della cultura della sicurezza, che è essenziale nella società contemporanea. Tanto è vero che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha più volte affrontato il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro e della difesa del territorio di fronte alle calamità naturali o antropiche.
Sul tema sicurezza e sul rischio in ambito industriale, i periti hanno sviluppato per le mandanti un’esperienza unica sul campo, utile per la condivisione di iniziative quali la progettazione della perizia, descritta nel mio articolo precedente (vedi Insurance Review n.101, ndr), e la concreta valutazione dei rischi partendo da una moltitudine di dati necessari per l’analisi e per l’enunciazione delle ipotesi di lavoro  da validare con il processo scientifico, superando conclusioni prese in carenza di dati, come segnalato dalla stessa Banca d’ Italia,  con inevitabili  soggettività e speculazioni.

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