UN PERCORSO ANCORA LUNGO

Definite le indicazioni normative, le compagnie si trovano a dover rivisitare i piani di lavoro e a intervenire su aree strategiche per la gestione del rischio, tra valorizzazione delle scelte effettuate e scadenze da rispettare a medio e lungo termine

30/06/2014
Il lungo processo di affinamento della normativa Solvency II sta concludendosi con la definizione dei dettagli regolamentari. Dopo tante incertezze e rivisitazioni il semestre appena trascorso ha visto un cambio di passo da parte delle Autorità con il raggiungimento di alcune certezze tanto a livello Europeo quanto a livello locale. 
 
L’aspetto su cui il gruppo di lavoro europeo sta al momento concentrando i propri sforzi è la messa a punto degli Implementing technical standards e guidelines che dovranno garantire un processo organico, organizzato e coerente nei Paesi Ue di veloce convergenza alla piena messa a regime del nuovo impianto normativo. Tanto i Technical standards che le Guidelines saranno suddivisi in due set tematici dedicati ai processi di approvazione e a quelli di implementazione della normativa. La pubblicazione dei due set è prevista a febbraio 2015 e a luglio 2015. In sintesi, volendo provare a tirare le fila dello status normativo, eccezion fatta per qualche possibile affinamento, verosimilmente marginale(1), alle ultime Technical specification relative alle proiezioni di Pillar I (2), a valle dell’analisi dei risultati dello stress test lanciato ad aprile 2014, è finalmente possibile affermare che le indicazioni normative sono ben definite per tutti e tre i pilastri. Le passate incertezze del regolatore con successive rettifiche, tanto al timing quanto alle indicazioni operative, hanno indotto molte compagnie ad assumere posizioni attendiste prevalentemente per evitare di effettuare scelte / attività che poi dovessero essere in qualche modo ripensate, ma in qualche caso anche sulla scorta della difficoltà a trovare risorse (umane ed economiche) per affrontare il cambiamento. Una conseguenza di tale lunga fase di pre-implementazione è la “confusione” di molte compagnie, che dopo diversi mesi di attesa, sono in fase di rivisitazione dei propri piani di lavoro per il recepimento delle scadenze di breve (e.g. stress test) e medio periodo (e.g. entrata in vigore effettiva di Solvency II).

Necessaria la semplificazione dei modelli esistenti
Fatte le ormai consuete distinzioni dimensionali (i.e. il livello di preparazione e sensibilità è spesso, anche se non sempre, proporzionale alle dimensioni della compagnia) e di relazione con eventuali gruppi di appartenenza è possibile fare un overview generale del livello di preparazione delle compagnie italiane sui tre pilastri normativi. 
A oggi, la pressoché totalità del mercato, complice anche la partecipazione ai successivi Quantitative impact study, si è dotata di strumenti di proiezione per le simulazioni di Pillar I o comunque ha individuato l’approccio/strumento che vuole adottare ed è in fase di realizzazione. Questo non significa che le compagnie abbiamo già realizzato modelli completi utilizzabili a regime: talvolta i modelli esistenti sono piuttosto semplificati o persino semplicistici soprattutto in relazione alle componenti più complesse delle stime quantitative e in una fase più matura le compagnie dovranno provvedere al loro affinamento, seppur nel rispetto del principio di proporzionalità che va comunque inteso in relazione alle caratteristiche dei portafogli e non alle dimensioni delle compagnie.

Capital budgeting e governance aziendale
In relazione al Pillar II va fatta una distinzione tra gli aspetti connessi alla componente squisitamente quantitativa di capital budgeting (e.g. determinazione prospettica degli impegni patrimoniali della compagnia e comparazione con gli attivi a copertura degli stessi) e gli aspetti connessi invece alla governance aziendale / fattività dell’enterprise risk management (e.g. risk assessment, definizione e fattiva implementazione di policy e procedure aziendali coerenti con le indicazioni normative ecc). In relazione al primo aspetto gli strumenti a supporto saranno verosimilmente gli stessi utilizzati per Pillar I opportunamente integrati (e.g. nel caso vengano adottate semplificazioni potrebbe rendersi necessario l’interfacciamento dei tool di proiezione con altri strumenti) ma la difficoltà di effettuare proiezioni sofisticate rende necessaria in molti casi l’adozione di approcci semplificati ancora in fase di scelta / analisi da parte di molte compagnie. In relazione alla governance aziendale / fattività dell’enterprise risk management la situazione è invertita in quanto le compagnie, in conseguenza delle successive richieste normative, hanno iniziato da tempo il processo di progressiva implementazione di modelli sulla falsa riga di approcci Enterprise Risk Management. Va però rilevato che molto spesso le compagnie hanno assunto un approccio reattivo nei confronti delle indicazioni normative attribuendo alle attività di governance aziendale / enterprise risk management una valenza squisitamente amministrativa senza quindi riuscire ad incidere significativamente sui processi strategici aziendali. Una causa delle difficoltà realizzative è la decisione di molte compagnie di non dotarsi fino a oggi di strumenti di tipo Grc (Governance risk and compliance) nonostante il significativo valore aggiunto che questi ultimi possono dare, seppur con costi e tempi contenuti di realizzazione. Ci si aspetta che questo trend cambierà nel breve.
In relazione al Pillar III infine molte compagnie hanno individuato o sono comunque in fase di selezione della soluzione applicativa a supporto. A fare la differenza è spesso  la possibilità di avere il supporto consulenziale in grado di sollevarle realmente dal gravoso onere di set up / manutenzione evolutiva dello strumento. La difficoltà normativa e la prevalenza di aspetti tecnico–attuariali fa si che tale attività non sia ad appannaggio di molte realtà e quindi restringe di fatto il range di scelta.

Note

1. Essendo gli stress test in fase di attuazione volti a valutare l’impatto di diverse ipotesi/scenari relativi alla curva risk free utilizzata nelle proiezioni, è ragionevole attendersi che eventuali modifiche impatteranno esclusivamente su tale componente delle indicazioni esistenti.
2. https://eiopa.europa.eu/activities/financial-stability/insurance-stress-test-2014/stress-test-specifications/index.html

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